LA NOTIZIA: CRISI, PROVE DI DIALOGO PER MARINI (ORE 14)
(AGI) - Roma, 31 gen. - Inizieranno alle 16 le prove di dialogo del presidente del Senato, Franco Marini, incaricato dal Capo dello Stato di un mandato esplorativo per verificare le possibilita’ di consenso sulla riforma della legge elettorale attraverso un governo funzionale alla sua approvazione. Ma ancora prima di avviare formalmente le consultazioni Marini si trova gia’ al centro del fuoco dell’opposizione, per nulla disposta a rinunciare al voto anticipato. E qualcuno gia’ si attrezza. In casa centrista il duo Baccini-Tabacci si smarcano dall’Udc e danno vita ad una nuova formazione politica: la ‘Rosa bianca’. Ma la sfida raccolta da Marini non intende mettere il tempo fra parentesi. In mattinata incontra il presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato Enzo Bianco che al termine dice: “stiamo preparando il lavoro per gli incontri del pomeriggio”.
E dal centrosinistra arrivano le prime dichiarazioni di disponibilita’, ma anche di avvertimento. Nello Formisano, capogruppo dell’Italia dei Valori a Palazzo Madama, dice: “l’Italia dei Valori conferma il proprio sostegno al tentativo del Presidente del Senato” ma aggiunge “non saremmo disponibili ad un governo risicato e sotto ricatto di forze politiche che, magari per convenienza, rivedessero la loro posizione”.
Nel frattempo dal campo di centrodestra la Lega Nord fa sapere che “la parola deve tornare al popolo con il voto e pertanto la Lega Nord conferma che non inviera’ nessuna propria delegazione alle consultazioni” afferma Roberto Calderoli, Coordinatore delle Segreterie Nazionali del partito.
Ma a sparigliare i giochi del centrodestra che chiede a gran voce elezioni subito, sembrerebbe farsi avanti anche una fantomatica ipotesi D’Alema secondo la quale, qualora non dovesse riuscire a trovare sbocchi il lavoro di Marini, si potrebbero indire il referendum elettorale in aprile e le elezioni a giugno. Immediate le reazioni. Il Prc si dice indisponibile a questa soluzione. Il segretario, Franco Giordano, infatti spiega che “si passerebbe dalla padella alla brace. Questa legge elettorale alimenta il trasformismo e noi vogliamo cambiarla, se si riesce a farlo con l’incarico assegnato a Marini bene, altrimenti, prenderemo atto”. Ma c’e’ anche chi non la vive come un dramma. “La proposta di D’Alema di andare subito al referendum non e’ per nulla un’insidia per An e per il centrodestra” spiega il presidente dei senatori di An, Altero Matteoli che aggiunge: D’Alema gioca una carta disperata per rinviare alle calende greche le elezioni anticipate che non devono tenersi prima di aver regolato i rapporti interni al Pd”. (AGI)
Red