ELEZIONI: ZAMBUTO (AGRIGENTO), NON SONO TRADITORE, NON LASCIO
(AGI) - Agrigento, 27 feb. - “Il mio metodo politico non cambiera’. Sono e resto il sindaco al di sopra dei partiti politici e continuero’ a lavorare con la mia squadra assessoriale”. Lo afferma il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, ex Udc eletto sotto le insegne dell’Unione, a poche ore dall’ufficializzazione della sua adesione al progetto del Popolo della liberta’ dopo l’incontro con Silvio Berlusconi e il plauso dei maggiorenti del Pdl, da Sandro Bondi a Fabrizio Cicchitto e Renato Schifani. Di dimettersi, dunque, non ha alcuna intenzione, nonostante all’ombra dei templi infuri la polemica e gli esponenti del centrosinistra chiedono che vada via. Ma Zambuto, avvocato di 36 anni, eletto nello scorso mese di maggio con il sostegno di una serie di liste civiche, ma anche di Udeur, Margherita e Ds, battendo al ballottaggio il candidato della Casa della liberta’, intende restare al suo posto. “Da sindaco - spiega appena rientrato da Roma dove ha incontrato il cavaliere - ho il dovere di fare una scelta politica in favore della mia citta’, in modo di avere interlocutori sulle emergenze cittadine e per non restare politicamente isolato. Del resto, e’ chiaro a tutti che Agrigento ha bisogno del sostegno del governo nazionale per sollevarsi dall’attuale stato di difficolta’. E il collegamento con il governo non si puo’ fare dopo, ad elezioni avvenute”. Dunque Zambuto lega il suo destino politico al Pdl, ma sembra anche non avere dubbi sull’esito delle elezioni politiche del 13 e del 14 aprile. (AGI)
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