EGITTO:MUNICIPALI;SEGGI DESERTI, PARTITO MUBARAK VERSO TRIONFO
(AGI) - Il Cairo, 8 apr. - Seggi chiusi in Egitto, dove si votava per le elezioni municipali. I risultati saranno diffusi domani ma e’ scontata la vittoria del Partito nazionale democratico (Ndp) del presidente Hosni Mubarak, i cui candidati correvano senza rivali nel 95% delle competizioni. Gli oltre 35,6 milioni di egiziani sono stati chiamati a eleggere i sindaci di 52.000 citta’. Tra i candidati solo poche centinaia appartengono agli schieramenti d’opposizione: poco piu’ di 300 al partito comunista Tagammu, 250 al Wafd e 170 nasseristi. Grande esclusa, la Fratellanza musulmana, unica vera forza politica d’opposizione del Paese. Dopo l’ondata di arresti degli ultimi mesi, il movimento islamista ha rinunciando all’ultimo momento a presentare le proprie liste, chiedendo agli elettori di boicottare queste elezioni “farsa”. Dubbi sulla regolarita’ del voto sono state espressi anche da altre organizzazioni tanto che “quasi nessuno ha deciso di impegnarsi nei monitoraggi”, ha spiegato all’Agi Bahey Eddin Hassan, direttore del Cairo Institute for Human Right, una delle associazione leader nel monitoraggio degli appuntamenti elettorali degli scorsi anni.
Durante la tarda mattinata e per tutto il pomeriggio in punti nevralgici della capitale, come il centro cittadino nei pressi di piazza Tahrir e l’area popolare di Shubra, i seggi elettorali erano deserte, presidiate da ingenti forze di polizia. Contemporaneamente la tv di stato ‘el Nile’ mandava invece in onda senza sosta immagini di seggi colmi di elettori. Eppure nella serata un’organizzazione non governativa, l’Egyptian Association for Supporting Democratic Development parla di un misero 3% d’affluenza contro il 60% annunciato ufficiosamente dal ministero degli Interni. Le municipali di oggi acquistano un’ importanza maggiore rispetto alle precedenti di 4 anni fa a causa di una nuova legge che conferisce piu’ potere proprio ai consigli locali: un emendamento dell’articolo 76 della costituzione egiziana approvato l’anno scorso infatti, prevede che vengano accettati alle presidenziali 2011 solo i candidati con il sostegno di almeno 140 firme di consiglieri locali. Ma le elezioni saranno ricordate anche perche’ svolte in un clima sociale particolarmente teso, segnato negli ultimi giorni da forti disordini, a causa delle proteste scatenate dal carovita. Partita dagli operai della fabbrica tessile Misr Spinning and Weaving di Mahalla, nel Delta del Nilo, la protesta ha contagiato movimenti e partiti d’opposizione, associazioni e gente comune organizzati nelle settimane scorse con un fitto scambio di e-mail, messaggi telefonici e annunci su blog. Le manifestazioni sono state represse dalle forze di polizia: da domenica sono tre le persone morte, oltre trecento quelle ferite e piu’ di 400 gli arresti. In fin di vita altre 4 persone, tra cui un bambino di soli due anni. Con il 45% della popolazione che vive con meno di 2 dollari al giorno, il 70% dei piu’ poveri concentrati nelle campagne dell’Alto Egitto e del delta del Nilo, la popolazione egiziana sta attraversando un momento di grandi difficolta’ nonostante l’economia del Paese nell’ultimo anno sia cresciuta del 7,5%: secondo il Programma alimentare mondiale (Pam) dal gennaio 2008 il costo della vita e’ salito del 50%. (AGI)
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