ELEZIONI PROVINCIALI: CATANZARO, PROSEGUE VERIFICA CARABINIERI
(AGI) - Catanzaro, 30 apr. - Prosegue da parte dei carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro l’attivita’ di acquisizione degli atti riferiti alle elezioni provinciali del capoluogo calabrese. Entro pochi giorni, i militari dell’Arma potranno avere il quadro completo dei rappresentanti di lista e avviare, quindi, la comparazione tra le liste elettorali dei seggi per verificare la possibilita’ che qualche elettore abbia potuto esprimere due voti: uno nel seggio dove era rappresentante di lista, l’altro nel comune di residenza. Una prima verifica che dovra’ tenere conto anche di un altro aspetto, quello legato al fatto che solo il rappresentante di lista titolare avrebbe potuto esprimere il proprio voto fuori dal comune di residenza. Dai primi accertamenti, ma anche da alcune segnalazioni giunte alla Procura della Repubblica e ai carabinieri, invece, il voto sarebbe stato espresso sia dal titolare che dal supplente. In questo modo sarebbe stata aggirata una circolare inviata dalla Prefettura di Catanzaro, trasmessa ai presidenti di seggio all’inizio delle operazioni di voto. Nel testo era evidenziato che solo il rappresentante di lista titolare avrebbe potuto votare, mentre il supplente sarebbe potuto subentrare solo il caso di impedimento del primo. Fatto sta che quasi tutti i rappresentanti di lista titolari sarebbero stati colti da malori o si sarebbero allontanati per vari motivi dai seggi, lasciando il posto ai supplenti solo dopo avere gia’ espresso il voto. Quindi, anche i supplenti avrebbero espresso il loro voto. Un meccanismo formalmente regolare, ma che avrebbe attirato l’attenzione degli investigatori, anche perche’ nel momento dello spoglio delle schede nessuno dei rappresentanti di lista provenienti da fuori collegio avrebbe partecipato alle operazioni. Questo dimostrerebbe una volonta’ precisa e preordinata di aumentare il consenso elettorale di singoli candidati, a discapito di altri che non avrebbero utilizzato lo stesso metodo. Un fatto non di poco conto se si considera che tra consiglieri eletti e consiglieri non eletti spesso la differenza e’ di poche decine di voti. L’acquisizione degli atti da parte dei militari dell’Arma continua, dunque, nel massimo riserbo, nel tentativo di verificare le supposizioni suffragate da diverse segnalazioni, prima di procedere ad una indagine piu’ complessa e a possibili coinvolgimenti di chi potrebbe avere avuto un ruolo nella vicenda. (AGI)
Cli/Ros