COSTI POLITICA: RAPAGNA’, IL REFERENDUM SI FARA’

(AGI) - L’Aquila, 30 mag. - Il referendum sui costi impropri della politica, ma non solo, si fara’. Lo afferma l’ex parlamentare Pio’ Rapagna’ dopo la modifica statutaria apportata dall’assemblea regionale nel corso dell’ultimo Consiglio. Ora e’ infatti possibile lo svolgimento dei referendum abrogativi regionali “anche” nei tre mesi precedenti e nei tre mesi successivi alle elezioni politiche nazionali ed amministrative provinciali e comunali, dando cosi’ la certezza di poter celebrare, nella prossima primavera, gli eventuali referendum considerati ammissibili dal Collegio per le garanzie statutarie e dallo stesso Consiglio regionale. “Il Comitato promotore dei referendum regionali sui costi impropri della politica e degli enti strumentali della Regione Abruzzo, nel rendere merito al presidente della Commissione speciale Statuto Gianni Melilla ed a quei consiglieri regionali che, con il loro voto favorevole, hanno accolto positivamente l’iniziativa ‘istituzionale’ rivolta agli organi piu’ rappresentativi del Consiglio regionale e nei fatti creduto alla bonta’ e giustezza della richiesta avanzata, e’ fermamente determinato - afferma Rapagna’ in una nota - a procedere con sollecitudine alla raccolta delle 25.075 firme necessarie, affinche’ i primi referendum regionali abrogativi si possano celebrare nella primavera del 2009 quasi a costo zero.

Infatti - spiega ancora Rapagna’ parlando a nome del Comitato - la Legge regionale consente ‘adesso’ al presidente della Regione Ottaviano del Turco di fissare la data di svolgimento in concomitanza con le elezioni europee ed amministrative provinciali e, se confermato, addirittura abbinati al referendum elettorale nazionale anche se quest’ultimo si dovesse svolgere in una data non compresa in una domenica tra il 15 aprile ed il 30 giugno”. Secondo Rapagna’, infine, “le Istituzioni regionali, in questa circostanza, hanno avuto la correttezza di mettere riparo ad una evidente ‘distrazione statutaria’ sanando una palese ingiustizia che, se non fosse stata abrogata con sollecitudine, non avrebbe consentito di procedere in tempo utile alla raccolta delle firme la quale, invece, avra’ inizio subito dopo la stampa dei quesiti referendari e la vidimazione degli appositi moduli da parte dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale e del dirigente responsabile del procedimento”. (AGI)

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