PDL: D’ALEMA, DESTRA E’ BEN LUNGI DALL’AVER VINTO LA PARTITA

(AGI) - Roma, 27 giu. - La vittoria del Pdl e della Lega alle scorse elezioni “non e’ un’ondata nuova, ma un fenomeno lungo che proviene dalla crisi della politica iniziata alla fine degli anni ottanta”. E la colpa e’ anche della sinistra, “che ha ingaggiato un braccio di ferro per riorganizzare il campo ma non e’ riuscita a portare a esito la transizione”. Lo afferma Massimo D’Alema, intervenendo all’assemblea annuale del centro studi e iniziative per la riforma dello Stato.

“A destra c’e’ un confuso aggregato attorno ad un leader a lungo esorcizzato. Invece, secondo me, questa destra andrebbe indagata, perche’ e’ ben lungi dall’aver vinto la partita in quanto ha una fragilita’ estrema perche’ il populismo vive di annunci, ma ad esempio gli industriali in un momento di crisi come questo chiedono ben altro che gli annunci”. La maggioranza che e’ al governo, sostiene D’Alema, “e’ un blocco estremamente fragile, caratterizzato da un decisionismo che evoca l’esercito per risolvere i problemi ma che ha un fascino solo simbolico e ha una durata limitata nel tempo”.

“Penso che il centrosinistra non abbia mai vinto veramente, ha pareggiato dopo cinque anni di governo Berlusconi disastrosi. Cio’ vuol dire che la societa’ italiana sta dall’altra parte” e la sinistra “sembrava davvero partecipare alla festa da ballo sul Titanic, abbiamo per anni ragionato su una legge elettorale che potesse salvare partiti dell’1 per cento. Ci e’ mancato il senso vero della drammaticita’ della sfida e che ci volevano cambiamenti radicali”. A volte, aggiunge D’Alema, “c’e’ stata persino la cecita’ di contrastare il tentativo di un accordo con il campo del centrodestra”, come avvenne per la Bicamerale, che D’Alema rivendica come “un onesto tentativo. Ma non abbiamo avuto la forza politica anche per il persistere di forze politiche subalterne. E se alla fine la destra ha sfondato gli argini fragili e’ perche’ noi non abbiamo colto l’occasione e si e’ creato un vuoto di guida. La popolarita’ di Berlusconi - conclude D’Alema - nonostante l’azione di governo priva di efficacia, deriva dalla sensazione che trasmette al Paese di essere guidato. Noi, invece, abbiamo dato la raffigurazione dell’impotenza”, caratterizzata dalla “confuzione e dalla vanita’ di gruppi dirigenti autoreferenziali”. (AGI)

Ser