PDL: CICCHITTO, APRIRE A UDC PER AMMINISTRATIVE E GIUSTIZIA
(AGI) - Roma, 29 ago. - Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del PdL, interviene oggi sulle colonne de “Il Tempo” sul processo di costruzione del PdL e sui rapporti con l’Udc, affermando tra l’altro: “Il PdL sara’ un grande partito aderente al Ppe nel quale confluiranno molteplici tradizioni politico-culturali, che non necessariamente devono trasformarsi in rigide correnti”, in una convivenza che partira’ dalla leadership di Berlusconi. “In questa fase, fra coloro che stanno lavorando per la costituzione del PdL, non ci sembra che esistano ragioni di dissenso; tuttavia la discussione politica costruttiva e’ sempre positiva ed utile, anche perche’ la realizzazione di un nuovo partito richiede certamente un ampio dibattito”.
“Il nostro compito attuale”, prosegue Cicchitto, “ai fini della costruzione del PdL, e’ quello di tracciare un percorso, anche con la definizione di uno statuto transitorio, che porti alla formazione del partito nei primi mesi del 2009: un partito con una vocazione maggioritaria, che non si rinchiuda nei confini di partenza, che superi in prospettiva sia le storie politiche di ognuno, sia le attuali differenze partitiche. Lo stesso riparto percentuale serve per favorire il decollo del progetto, ma non deve risolversi in uno statico patto federativo”.
Cicchitto aggiunge che “i soggetti politici da coinvolgere nell’immediato sono le forze politiche che hanno fatto insieme le elezioni del 2008: Fi, An e i cosiddetti partiti minori”. Ma, sostiene Cicchitto, “e’ evidente che e’ giusto anche che, nella media prospettiva, non ci si fermi qui. Mentre deve rimanere saldissima l’alleanza con la Lega, il confronto politico va aperto con l’Udc. Con il partito di Casini nell’immediato sono da ricercare intese per le prossime elezioni amministrative ed eventuali convergenze parlamentari, innanzitutto sulla giustizia e sul federalismo. E’ evidente che cio’ ha anche l’obiettivo di migliorare i rapporti politici generali. Infatti, l’Udc sta gia’ nel Ppe per cui, a suo tempo, il dissenso non e’ stato sui valori fondamentali, ma e’ stato di tipo politico; quindi e’ auspicabile che, in tempi medi, questo dissenso politico venga superato”. (AGI)
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