PERA:CAMERE SEQUESTRATE DA GOVERNO, RIFLETTERE SU COSTITUZIONE

(AGI) - Roma, 30 dic. - Dopo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi in favore del presidenzialismo, Marcello Pera ha lanciato l’allarme sulla “degenerazione” del sistema politico italiano. Secondo l’ex presidente del Senato, e’ in atto un “sequestro del Parlamento da parte del governo”.

“E’ in corso da tempo una crisi degenerativa che ha cambiato il nostro sistema, ne ha eroso la natura democratica, lo ha lasciato in sospeso e ora lo espone persino ad avventure”, ha scritto l’ex presidente del Senato in un lungo intervento sulla Stampa. E il federalismo “sara’ l’ultimo episodio”.

Le principali ragioni di questa deriva, ha argomentato, sono “due sequestri”. “Il primo e’ il sequestro della rappresentanza parlamentare”, provocato da una legge elettorale esportata dalla Toscana in cui il deputato, una volta eletto, “ha perduto qualunque interesse al suo territorio di riferimento e il cittadino elettore non ha avuto piu’ suoi rappresentanti”. Dunque, ha spiegato, “i gruppi parlamentari sono diventati solo la corte del leader del partito”, da lui scelta in base all’affidamento personale verso se’ medesimo”.

“L’altro sequestro e’ quello, conseguente, del parlamento”, diventato “una propaggine esterna” del presidente del Consiglio. E “se per caso questa non risulta maneggevole”, ha sottolineato, “ecco nascere la richiesta di riforme”. Dopotutto, “a che serve il parlamento se fa tutto il governo?”. Cosi’ se “il governo sigla accordi con i sindacati” oppure “fa un’intesa con le Regioni” o “con le associazioni, le categorie, i gruppi organizzati”, il parlamento si limita “a mettere il timbro”: A questo “parlamento sotto sequestro” non resta neppure il potere di far cadere il governo visto che “quella minaccia e’ un’arma senza la punta: perche’ se cade il governo i capibastone (qualifica che i capibastone danno a chi li disturba) eleggono un altro capo che ripetera’ le orme del suo predecessore”.

“Passo dopo passo, questo sistema degenera”, ha ammonito Pera, e il quadro e’ aggravato dalla “circostanza tragica che in questo sistema non c’e’ neppure l’opposizione politica, per malattia sua grave e propria e perche’ neanch’essa capisce le cause vere della crisi italiana”.

Da qui, secondo Pera, l’esigenza “di soffermarsi a riflettere” su una questione: “La nostra Costituzione e’ ancora un patto che lega gli italiani? E’ ancora uno strumento efficiente e adeguato?”.

Un tempo, ha ricordato, “soprattutto nel centrodestra queste domande erano all’ordine del giorno” mentre “oggi e’ scena muta. Ed e’ un grave errore. C’e’ solo da sperare che non si trasformi in una tragedia, il giorno in cui la crisi costituzionale e politica si dovesse combinare con una economica e sociale”. (AGI)

Sab