WHY NOT: TUTTE LE FASI DELL’INCHIESTA
(AGI) - Catanzaro, 30 apr. - Nel luglio 2007 sul registro delle notizie di reato venne iscritto il nome dell’allora presidente del consiglio Romano Prodi (per cui e’ stata presentata una richiesta di archiviazione). L’ipotesi a carico del premier era quella di abuso d’ufficio in concorso, e fa riferimento al periodo in cui era impegnato a Bruxelles come presidente della Commissione europea. Il 14 ottobre del 2007 anche il ministro della giustizia Clemente Mastella venne iscritto nel registro degli indagati, per le ipotesi di truffa, finanziamento illecito ai partiti e abuso d’ufficio (la sua posizione e’ stata archiviata il primo aprile 2008).
Lo stesso guardasigilli - che peraltro aveva inviato gli ispettori del ministero a Catanzaro - chiese al Consiglio superiore della magistratura l’immediato trasferimento dal capoluogo calabrese e l’avvio di un procedimento disciplinare a carico di De Magistris. Il Csm non agi’ in via cautelare, non ravvisando alcuna urgenza, ma il procedimento si concluse il 18 gennaio con il trasferimento di De Magistris di sede e di funzioni.
Il 19 ottobre 2007, il procuratore genarale facente funzioni a Catanzaro, Dolcino Favi, avoco’ l’inchiesta “Why not”. Con il pm De Magistris fuori sede i fascicoli vennero prelevati dal suo armadio blindato. “Why not” venne assegnata a un sostituto procuratore e due sostituti procuratori generali, coordinati dal pg appena insediatosi, Vincenzo Iannelli. L’inchiesta venne smembrata e i vari filoni affidati ai diversi componenti del pool in cui, complessivamente, nel corso dei mesi, transiteranno una decina di magistrati. Nel febbraio 2008, su disposizione dei tre pm Pierpaolo Bruni, Domenico De Lorenzo e Alfredo Garbati, vennero eseguite nuove perquisizioni e sequestri, anche nelle abitazioni e negli uffici regionali del presidente della regione Calabria Agazio Loiero al quale vennero contestati i reati di corruzione e voto di scambio in riferimento alle elezioni regionali del 2005. (AGI)
Cli/Ros (Segue)