CSM: SONIA ALFANO, MANCINO STA MENTENDO
(AGI) - Roma, 30 apr. - “E’ chiaro a chiunque conosca la vicenda sulla morte di Paolo Borsellino che Nicola Mancino stia spudoratamente mentendo”. Lo afferma in una nota Sonia Alfano, candidata indipendente alle elezioni europee nelle liste di Italia dei Valori, rispondendo alle affermazioni del vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, da lei attaccato dopo essersi espresso sulle dimissioni del procuratore capo di Reggio Emilia, Italo Materia.
“Non saro’ io a smentirlo - ha detto Alfano - ma preferisco riportare le parole che oggi Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo, mi ha inviato dopo aver appreso delle menzogne elargite da Mancino. Parole che io sottoscrivo e condivido totalmente”.
Nella nota, Sonia Alfano riporta le parole del fratello del giudice: “in merito alle inaccettabili lezioni di moralita’ che Nicola Mancino pretenderebbe di impartire a Sonia Alfano - scrive Salvatore Borsellino - alla quale va tutta la mia solidarieta’, devo purtroppo constatare che lo stesso Mancino, non pago di avere finora occultato la verita’ riguardo all’incontro avuto con Paolo Borsellino alle ore 19 e 30 del 1* luglio 1992, nascondendosi dietro una pretesa e persistente amnesia, comincia adesso a riferire, estraendole dalla nebbia della sua memoria, circostanze che, guarda caso, riguardano persone morte e quindi non piu’ in grado di smentirlo. Non mi resta quindi che ribadire ancora una volta allo stesso Mancino come Paolo Borsellino, piuttosto che smentire il colloquio avuto con Mancino, annoto’ di suo pugno nell’agenda che e’ ancora in possesso della famiglia dove segnava ora per ora i suoi incontri e i suoi spostamenti, prima, alle ore 18.30 il nome di Parisi e poi, alle ore 19.30, il nome di Mancino. Allora o Mancino deve accusare apertamente Paolo Borsellino di avere registrato, a futura memoria, una annotazione falsa o deve confessare di avere avuto questo incontro con Paolo e in conseguenza raccontare che cosa avvenne in quel colloquio e perche’ Paolo ne usci’ sconvolto. Ci dovrebbe anche dire lo stesso Mancino quale fosse il motivo della presenza di Bruno Contrada presso lo stesso ministero proprio mentre Gaspare Mutolo stava raccontando a Paolo che Contrada non fosse altro che un traditore dello Stato. Se poi non puo’ farlo perche’ dovrebbe allora ammettere di avere prospettato a Paolo la trattativa in corso tra mafia e Stato, tra Stato e antistato, e non puo’ farlo perche’ quella trattativa e’ proprio il motivo scatenante che rese necessaria l’eliminazione di Paolo Borsellino, si ricordi che, oltre alla Giustizia terrena, alla quale si puo’ anche riuscire a sottrarsi, esiste anche una Giustizia superiore alla quale e’ difficile, molto piu’ difficile sottrarsi”. (AGI)
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