RADICALI: ASSEMBLEA CHIANCIANO, LETTERA RUTELLI A PANNELLA
(AGI) - Roma, 27 giu. - Lettera di Francesco Rutelli a Marco Pannella ed Emma Bonino, in occasione dell’assemblea dei mille autoconvocati in corso a Chianciano: “Vorrei non rinunciare all’occasione di confermare il valore del dialogo che si e’ riaperto tra noi - scrive l’eseponente del Pd - in occasione dell’ultima riunione di Chianciano. Non solo per l’importanza dell’esperienza radicale per l’inizio della mia formazione politica”, ma “perche’ penso che i radicali siano una delle rare comunita’ nelle quali sia possibile confrontarsi, discutere, polemizzare, concordare, contrapporsi su alcuni dei grandi temi ideali e civili che attraversano la politica e la coscienza delle persone nel mondo globalizzato. Non voglio entrare nel merito del modo in cui questo confronto si esercita, ne’ del pluralismo con cui esso si esprime: potrei farlo se fossi un militante iscritto. Tengo pero’ a ribadire il riconoscimento verso la singolarita’ di una forza politica che e’ tra le poche che, piu’ che coltivare un’idea propria del potere, ha inseguito e in alcune circostanze imposto il potere delle idee”.
Rutelli prosegue: “In fondo, anche la tensione/contraddizione, in Italia, tra la difesa di un sistema maggioritario puro e la tutela di uno spazio centrato su una propria forte identita’ va letta, secondo me, lungo questa linea di difficile, e rara, creativita’ politica. Nella politica italiana si conferma, piu’ che il nuovo inizio di un bipolarismo maturo, efficace, responsabile, una situazione eternamente incompiuta. Certo: con uno scenario piu’ semplice, con meno frammentazione partitica. Ma con una poverta’ soverchiante nel confronto sulle scelte fondamentali per far rinascere un paese oggi piu’ diviso, piu’ fragile, meno capace di condividere le decisioni per tornare a crescere; nel coinvolgimento dei cittadini nella vita democratica. Con voi si puo’ parlare e agire contro la pena di morte; per i diritti umani anche dove e’ proibito, o impossibile. C’e', eccome, la realpolitik, ma non dev’essere lasciata sola”.
Il presidente del Copasir conclude: “Anche con voi, tolte alcune pesanti e infondate brutalizzazioni, si puo’ e si deve cercare di discutere delle condizioni dell’umanesimo laico nel XXI secolo. Del senso e dei confini della dignita’ umana. Di biopolitica, nel rapporto tra opzioni scientifiche ed etiche. Qualcosa che non dev’essere strumentalizzato in senso politicante ne’ confessionale, in uno Stato laico. Qualcosa che probabilmente non vale nulla nel commercio dei consensi; che vale probabilmente poco nel mercato del consenso; che secondo molti di noi, invece, vale moltissimo per una definizione democratica e liberale dello spazio pubblico. Potere e liberta’. Ecco alcuni temi che mi interessano; che se lo vorrete saranno tra quelli da discutere insieme”. (AGI)
Red