LA BRUTT’EPOQUE: PRESENTATO A BARI ULTIMO LIBRO DI PISICCHIO
(AGI) - Bari, 31 ott. - La televisione degli ultimi quindici anni, in particolare quella commerciale berlusconiana sembra essere - per Pisicchio e Tabacci - il medium dove si è svolta questa mutazione antropologica che ha riguardato indistintamente elettori ed eletti. “Dopo aver esaltato troppo a lungo i “partiti liquidi ” - ha detto Tabacci - ci siamo infilati in un inghippo molto pericoloso dove ogni elezione è un referendum pro o contro Berlusconi”definito il “campione del mondo nell’uso della tv” per produrre tale mutazione genetica. “I format berlusconiani ed il gossip continuo che sembra averci proiettati tutti dentro un Grande Fratello della vita pubblica e in questo quindicennio si sono imposti senza la minima opposizione”. “Berlusconi pensa ad un filone di modifiche dell’assetto costituzionale con una repubblica presidenziale senza contrappesi - argomenta Bruno Tabacci - e il suo modello è Putin non Obama. Serve invece guardare al modello istituzionale tedesco, specie dopo il fallimento delle fusioni a freddo che hanno riguardato il PdL ed il Pd veltroniano. Invece le articolazioni delle culture politiche italiane sono assai più vaste e io penso che quando qualche forza politica non riesce ad entrare in Parlamento questo è un impoverimento: Serve invece una legge elettorale che consenta l’articolazione intorno a 5-6 partiti ma senza il vincolo del cosiddetto premio di maggioranza”. La prospettiva su cui Pisicchio e Tabacci dichiarano apertamente di voler lavorare, dagli attuali rispettivi schieramenti e’ quella di una potenziale ricostruzione di un Centro con il ruolo di ago della bilancia, ha sostenuto Pisicchio: “avendo a destra un Pdl piu’ asciugato dal liberismo e dal berlusconismo piu’ becero e a sinistra un Pd socialdemocratico, guidato da un professionista della politica come Bersani, capace di dialogare con la sinistra radicale piu’ vicina ad una cultura di governo.” Ma le conclusioni del confronto non sono pessimiste e l’autore stesso annuncia, “mutamenti rapidi del quadro politico attuale nel giro di due o tre mesi quando la brutta epoque, ovvero l’eclissi dello spirito pubblico, a condizione che tornino in campo la politica, le idee e le identita’ politiche forti quella liberale, socialista e cattolico-democratica, per riportare la scena pubblica ad una nuova dignita’”.(AGI)
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