FINANZIARIA: COSI’ SARANNO TAGLIATE GIUNTE E CONSIGLI
(AGI) - Roma, 29 nov. - Atteso, annunciato, ma non per forza gradito, arriva l’annunciato taglio a consigli e giunte comunali e provinciali. L’elenco delle sforbiciate e’ contenuto nell’emendamento alla Finanziaria che anticipa il codice delle Autonomie. E la scure si abbattera’ anche sui consiglieri regionali che non potranno comunque portare a casa uno stipendio superiore a quello dei parlamentari.
Dunque i consigli comunali saranno cosi’ composti: 8 membri per i comuni fino a mille abitanti, 10 sopra i mille, 12 sopra i tremila, 15 sopra i diecimila, 22 sopra i 30mila, 32 sopra i centomila, 37 sopra i 250mila, 40 sopra i 500mila abitanti e 45 nei comuni con oltre 1 milione di abitanti.
Per le Province, non potranno esservi piu’ di 20 consiglieri fino a 300mila abitanti, 24 fra 300mila e 700mila, 30 fra 700mila e 1,4 milioni di abitanti, e 36 oltre il milione e 400mila abitanti.
Le giunte comunali e provinciali, invece, non potranno avere piu’ di 2 assessori nei comuni fino a tremila abitanti, 3 fra tremila e trentamila, 5 fra 30mila e centomila, 8 tra centomila e 250mila e nei capoluoghi di provincia, 9 fra 250mila e 500mila, 10 tra 500mila e 1 milione di abitanti e 12 assessori nei comuni con oltre 1 milione di abitanti. Nei comuni piccolissimi, il sindaco puo’ anche decidere di assegnare deleghe a due consiglieri senza nominare assessori.
Spariranno poi le circoscrizioni di decentramento comunale. I municipi piu’ grandi potranno continuare ad avere, fino a una nuova legge elettorale per i consigli comunali, delle circoscrizioni come organismi di partecipazione e gestione dei servizi di base, ma non piu’ di 8 nei comuni fino a 500mila abitanti e 12 da mezzo milione di abitanti in su. I componenti delle circoscrizioni non soppresse riceveranno solo un gettone di presenza.
Possibile taglio dello stipendio anche ai consiglieri regionali. L’importo degli emolumenti, comprese indennita’ e diarie varie, non potra’ superare l’indennita’ dei parlamentari.
Le norme saranno applicate solo alle amministrazioni che saranno elette dopo la scadenza naturale dei mandati attuali. E dovranno adeguarsi anche le Regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano, in conformita’ ai rispettivi statuti. (AGI)
Sab