BERLUSCONI TORNA IN PIAZZA E VALUTA DL; L’OFFERTA DI VIOLANTE
(AGI) - Roma, mar. - “Se Berlusconi si assumesse la responsabilita’ politica di convocare i leader dell’opposizione penso che Bersani e gli altri capi di partito possano aprire alla possibilita’ di risolvere insieme questo delicato problema”. L’offerta arriva da un esponente importante del Pd, Luciano Violante. “Se sono d’accordo tutte le forze politiche e’ possibile una proroga dei termini e uno slittamento della data delle elezioni”, osserva l’ex presidente della Camera. “Naturalmente in quel caso si dovrebbe votare anche a Bologna”, aggiunge Violante per poi ammettere che “i precedenti non sono buoni, a Bolzano gia’ e’ successo una cosa del genere con l’Udc e il Pdl non ha battuto ciglia…”.
La situazione al momento e’ totalmente confusa: il Pdl e’ assolutamente fiducioso sull’operato del Tar per quanto riguarda Milano, meno per Roma. Per la lista Formigoni sono arrivate rassicurazioni da piu’ ambienti, mentre per quanto riguarda la lista Pdl nel Lazio i vertici di via dell’Umilta’ non nascondono i timori di una ‘bocciatura’. Al momento, spiegano i collaboratori del premier, non e’ stata presa nessuna decisione su cosa fare. Il presidente del Consiglio e’ tentato dalla piazza: “C’e’ un tentativo in atto di colpirci, e’ a rischio la democrazia, non possiamo permetterlo”, ha ripetuto ai suoi dopo aver dato l’ok per la sua partecipazione alla manifestazione di domani a piazza Farnese. “Non e’ possibile tagliare fuori milioni di elettori, sono decisioni incomprensibili”, e’ il ragionamento del Cavaliere.
In ogni caso per ora si aspetta il Tar. I tempi non dovrebbero essere lunghissimi trattandosi di ‘questioni’ regionali, ma e’ dalla decisione in Lombardia che dipende un intervento governativo o meno. Il presidente del Consiglio, spiegano fonti parlamentari, starebbe valutando l’ipotesi di un atto normativo. Nonostante lo stop di ieri da parte di Roberto Maroni. Ma su un’ipotesi di decreto si teme - si osserva in ambienti della maggioranza - l’alt delle piu’ alte cariche dello Stato. Fini non sarebbe neanche disponibile a scendere in piazza per “errori” che vanno addebitati a singoli e non ad altro. Il presidente della Camera in giornata ha avuto modo di parlare con Alemanno e Polverini, con La Russa e Verdini. Ai primi ha ripetuto le critiche dei giorni scorsi, agli altri due, invece, ha ribadito che non ha alcuna intenzione di lasciare il partito. Certo i ‘finiani’ non nascondano le perplessita’ per come viene gestito il Pdl. “Siamo alla fine dell’impero, c’e’ stata una superficialita’ incredibile”, spiegano dietro l’anonimato. Se ci sara’ un ‘redde rationem’ in via dell’Umilta’ non sara’ certo prima delle elezioni regionali. Anzi: domani Fini e Berlusconi incontreranno i parlamentari del Pdl del Lazio proprio per lanciare un “messaggio di unita’” a sostegno della Polverini. (AGI) Gil