REGIONALI: DA CONFINDUSTRIA MARCHE UN DECALOGO AI CANDIDATI
(AGI) - Ancona, 9 mar. - Confindustria Marche, in vista delle prossime elezioni regionali, ha cosi’ scelto di presentare ai candidati un documento programmatico per la nuova legislatura, che individua le priorita’ per il rilancio del sistema economico marchigiano, per lo sviluppo dei territori e della collettivita’ locale. Un documento che mette al centro della politica regionale le imprese, con l’obiettivo di “costruire i binari per far ripartire la locomotiva del settore industriale, principale propulsore della ripresa e conseguentemente
del benessere regionale”. “Gli imprenditori, determinati a continuare a svolgere un’importante funzione - ha spiegato il presidente di Confindustria Marche Paolo Andreani -, sono coscienti del ruolo guida che rappresentano e non si sottraggono
alla responsabilita’ di intensificare gli sforzi, in questo momento particolarmente difficile, per generare valore per l’intero sistema economico, con l’impegno del rispetto delle regole”. Il numero uno degli industriali delle Marche ha anche garantito la disponibilita’ al confronto con i sindacati e le altre organizzazioni di categoria per creare concrete occasioni di lavoro comune per il bene delle imprese, dei lavoratori e della collettivita’”. Resta “fondamentale” nello scenario futuro il ruolo delle universita’ (”per sviluppare le sinergie indispensabili fra il mondo della cultura e della ricerca e il mondo delle imprese”, e delle bache (”strategiche per l’apporto di liquidita’ indispensabile all’accompagnamento del sistema
produttivo nelle sfide globali”). Nel decalogo non mancano riferimenti a territorio e ambiente. Infine, ma ugualmente prioritari, gli interventi per l’alleggerimento della pressione fiscale e la semplificazione amministrativa. Confindustria Marche ha anche chiesto ai futuri amministratori regionali un
confronto aperto e costante, preliminare e di verifica delle azioni intraprese, con “appuntamenti sistematici per contribuire insieme e concretamente al successo del sistema produttivo e quindi alla crescita e alla occupazione”. (AGI) Cli/An/Eli