GIUSTIZIA: BERLUSCONI, AMAREZZA PER CSM; ORA RIFORMA ORGANICA
(AGI) - Roma, 11 mar. - Morbido nei toni, duro nei contenuti. Silvio Berlusconi, incontrando ieri sera alcuni senatori a palazzo Grazioli, non si e’ fatto prendere la mano nel commentare il documento a tutela delle toghe approvato dal Csm con il si’ anche del vicepresidente Nicola Mancino. “Di questa storia non se ne puo’ piu’. Sono veramente amareggiato. Sembra che pensino solo a me…”, ha osservato prendendo l’aperitivo. Ma il premier non arretra neanche un centimetro nei suoi intendimenti: dopo le elezioni regionali - ha scandito il presidente del Consiglio - avremo modo di risolvere la ‘grana’ giustizia, “ogni potere dello Stato deve tornare nel proprio alveo”. Il riferimento e’ alla magistratura che, a suo dire, non rispetta i propri confini. “Dicono che io intimidisco i giudici, e’ assurdo…”, si e’ limitato ad osservare il Cavaliere. Per poi ripartire con il suo progetto: nei miei confronti - questo il ragionamento - la persecuzione giudiziaria e’ comprovata, ma io non voglio conflitti con i giudici, faro’ in modo pero’ che ognuno rispetti il proprio campo d’azione.
L’obiettivo e’ sempre lo stesso: al di la’ degli interventi saltuari dar vita ad “una riforma organica rapida” con provvedimenti di portata “costituzionale e ordinaria”. “Noi - ha spiegato l Cavaliere - abbiamo il diritto-dovere di governare per ammodernare il Paese”. (AGI) Gil