P3: CALIENDO, MAI PARLATO CON NESSUN GIUDICE CONSULTA SU LODO
(AGI) - Roma, 30 lug. - Cinque ore di interrogatorio per negare, su tutta la linea, quanto sostenuto dall’accusa. Giacomo Caliendo ha escluso con forza di aver avuto a che fare con la cosiddetta P3 e con le attivita’ di interferenze nelle scelte delle istituzioni da parte del gruppo che faceva capo a Flavio Carboni, Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino. Ai magistrati della procura di Roma che lo hanno indagato per i suoi rapporti con Lombardi, il geometra diventato poi giudice tributario nonche’ organizzatore di convegni in nome dell’assocazione ‘Diritto e liberta’, di cui Caliendo e’ stato anche presidente, il sottosegretario alla giustizia ha ammesso di aver partecipato al pranzo del 23 settembre del 2009 a casa Verdini sottolineando di essersi trattenuto per poco piu’ di mezz’ora e di essersi poi allontanato per impegni di governo. “Non ho sentito parlare del Lodo Alfano”, avrebbe detto Caliendo, “me ne sono andato via”. In ogni caso, l’indagato ha precisato che nelle settimane che hanno preceduto la decisione della Corte Costituzionale sul Lodo non ha “mai parlato con nessuno dei giudici della Consulta”. Ai pm, convinti che Caliendo si sia interessato a piu’ “pratiche” su sollecitazione di Lombardi (secondo quanto emerge dalle intercettazioni telefoniche, ndr), il sottosegretario alla Giustizia ha replicato dicendo di “non aver mai lavorato per conto di nessuno”, di “non aver esercitato alcuna pressione affinche’ venissero mandati a Milano gli ispettori dopo l’esclusione dalle elezioni regionali della lista Formigoni” e di “non aver insistito con nessun consigliere del Csm” perche’ venisse nominato alla presidenza della corte d’appello lombarda Alfonso Marra. La prossima settimana il programma degli inquirenti si annuncia assai ricco: lunedi’ pomeriggio verra’ sentito come testimone Formigoni e nei giorni successivi potrebbero essere convocati a piazzale clodio, sempre come persone informate sui fatti, l’ex presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone, il capo degli ispettori del ministero della Giustizia Arcibaldo Miller, e il magistrato, appena fresco di dimissioni, Antonio Martone. (AGI) Cop