REGIONALI: RADICALI PIEMONTE, REGIONE ANTICIPI COSTI RICONTEGGIO
(AGI) - Torino, 5 ago - I costi del riconteggio delle schede elettorali li deve anticipare la regione Piemonte, che deve poi rivalersi su Scanderebech e la Lista Consumatori. A sostenerlo i Radicali piemontesi a proposito del riconteggio dei voti di due liste candidate alle ultime elezioni regionali del Piemonte disposto dal Tar.
“Una premessa e’ d’obbligo: i giudici del TAR avrebbero dovuto annullare le liste ‘Al Centro con Scanderebech’ e ‘Consumatori’ e riportare i piemontesi a votare. - affermano i radicali Silvio Viale e Giulio Manfredi - Lo ha ammesso lo stesso presidente del Tar, con dichiarazioni pubbliche, poche ore dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza. Il riconteggio e’ stata la classica soluzione per accontentare tutti che produce piu’ danni di quanti ne voglia evitare”.
“Cio’ detto, - proseguono - e’ pacifico che le spese per il riconteggio debba assumersele in prima battuta la Regione Piemonte, che, per la prima volta, aveva la responsabilita’ delle operazioni elettorali al posto del Ministero dell’Interno. Ma e’ altrettanto pacifico che il costo complessivo dell’operazione debba poi essere addebitato a coloro che hanno messo in atto, come scrivono gli stessi giudici del TAR, un ‘negozio fraudolento’ per aggirare la legge, falsando la competizione elettorale: per la precisione, a Deodato Scanderebech e ai rappresentanti della lista ‘Consumatori’, a cui, ricordiamolo, ha fatto da sponda Michele Giovine, che nel 2005 si era presentato con la lista ‘Consumatori per Ghigo’”.
Gli esponenti radicali ricordano, quindi, che “c’e’ un precedente, quello delle elezioni comunali di Torino del 1993, che Cota non nomina mai perche’ allora era la Lega Nord che richiese (anche allora con fiaccolate e manifestazioni di piazza) ed ottenne il riconteggio (che confermo’ la regolarità del voto). Allora il TAR addebito’ i costi al Comune ma il caso era diverso: non era stata accertata la presenza di alcuna lista che aveva aggirato la legge elettorale per partecipare alla competizione; si trattava solamente di verificare la reale esistenza del ristretto numero di voti che aveva permesso a Valentino Castellani di superare Domenico Comino (candidato della Lega Nord alla carica di sindaco) e di accedere al ballottaggio con Diego Novelli”.(AGI) Chc