LA NOTIZIA: ATTESA PER FINI, DIALOGO CON PDL IMPERVIO (ORE 17)

(AGI) - Roma, 3 set. - Mondo politico in attesa dell’intervento di Gianfranco Fini domenica a Mirabello e intanto il processo breve e la situazione dell’economia dominano il confronto, confermando anche le distanze tra Pdl e finiani. Il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, insiste: “I dati degli anni del processo cosiddetto breve dimostrano che non e’ affatto breve, ma viene incontro alla esigenza di una ‘giustizia giusta’, somministrata in tempi certi come ci viene richiesto dall’Europa”. Il leader della Lega, Umberto Bossi, ironizza: “Spero che Fini non faccia ‘casini’… Non credo che a Mirabello dira’ che fa il partito, questo non lo dira’. Secondo me lui si pente di aver chiuso il suo partito e, quindi, cerca di tornare sui suoi passi”. Netto il ministro per l’Attuazione del programma di governo, Gianfranco Rotondi: “O si stacca la spina o si rilancia alla grande”. Sulla ricomposizione sembra scommettere Giuseppe Pisanu, presidente dell’Antimafia: tra Fini e Berlusconi “ci sono spazi di dialogo, magari su basi nuove”. E il finiano Carmelo Briguglio propone uno scambio: l’opposizione dovrebbe contribuire ad approvare il lodo Alfano costituzionale, mentre la maggioranza dovrebbe avviare “un dialogo su una nuova legge elettorale”.

Ma di fronte a un’Italia che “sta scivolando”, Pierluigi

Bersani sollecita una “riscossa” da condurre attraverso una

stagione di riforme: “Si affaccia l’esigenza di una riscossa

italiana, che abbia la radicalita’ e il rilievo di una stagione

inedita di riforme, che ci faccia uscire finalmente dalla

palude. Chiunque si candidi a governare questo Paese non potra’

porsi al di sotto di questa esigenza. Dovra’ rendere credibili

una speranza e un sogno, non raccontare favole rassicuranti”.

Il leader centrista, Pier Ferdinando Casini, sollecita il

premier a presentarsi alle Camere per illustrare “i suoi punti

programmatici. Mi auguro siano 5 punti molto analitici e seri.

Noi gli diremo quali condividiamo e quali contestiamo. Poi e’

chiaro che daremo la sfiducia al governo, come l’abbiamo sempre

data, ma parteciperemo in modo costruttivo, gli daremo qualche

consiglio”.

Severo il giudizio del presidente Idv, Antonio Di Pietro:

“Il governo non fa gli interessi del Paese, ma gli interessi

dell’azienda Pdl, appartenente al gruppo Fininvest. Napolitano

viene applaudito o denigrato dal centrodestra in base alle

posizioni sui disegni di legge. Questa maggioranza non esiste

piu’ e le elezioni rimangono l’unica soluzione per risollevare

economicamente il Paese, con un piano economico strategico per

il futuro”. (AGI) Cav