BERLUSCONI VUOLE VEDERE CARTE FINI; PATTO CON BOSSI SU VOTO
(AGI) - Roma, 6 set. - Contatti informali in corso per capire se c’e’ una reale disponibilita’ dei finiani sui cinque punti che verranno portati in Parlamento. Contatti informali per capire se c’e’ la possibilita’ di un percorso comune sulla stesura di questi punti e se ci sono di conseguenza ancora i margini per salvare la legislatura.
Silvio Berlusconi ci spera ancora: nonostante ritenga che il discorso del presidente della Camera sia stato di totale rottura, nonostante gli sia arrivata all’orecchio la voce di un colloquio tra la terza carica dello Stato e l’ex premier belga Guy Verhofstadt per un eventuale ingresso di Fli nel gruppo dei Liberali europei, il presidente del Consiglio ha deciso di andare a vedere le carte dell’ex leader di An. Una sorta di ultimatum per evitare il ricorso alle urne. Il Cavaliere ha sondato i finiani moderati, da Viespoli a Moffa, prospettando la possibilita’ di una interlocuzione sul programma del governo. L’intenzione del presidente del Consiglio e’ quella di accelerare sulla verifica in Parlamento. E magari poi in ottobre cercare un voto parlamentare su alcuni provvedimenti, per esempio quelli riguardanti la bioetica e l’immigrazione, che potrebbero causare un ‘autogol’ del presidente della Camera.
Se non ci dovesse essere la maggioranza, pero’ - ha scandito il premier incontrando i vertici di via dell’Umilta’ a villa San Martino - si vada subito ad elezioni, basta con questa agonia, non mi faro’ certamente logorare.
Berlusconi, quindi, non chiude ancora la porta. Questa sera dovrebbe anche frenare Umberto Bossi che vuole subito le elezioni anticipate. Il premier, invece, dara’ l’ultima occasione al cofondatore del Pdl perche’ - questo il suo ragionamento - deve essere chiaro a tutti che non sono io a voler rompere.
Tuttavia qualora si verificasse un incidente alla Camera per il Cavaliere c’e’ solo il voto. Per questo motivo nella riunione in corso con i dirigenti della Lega Berlusconi stringera’ un patto di ferro per sbarrare la strada a qualsiasi governo tecnico. A spaventare il ‘Senatur’ ieri e’ stato il passaggio di Fini sulla possibilita’ di trovare i numeri in Parlamento per cambiare la legge elettorale. “L’eventualita’ di un governo di transizione non c’e'”, scandiscono dal Pdl. I finiani moderati contattati hanno assicurato il premier sulla lealta’ al piano dell’esecutivo. “Senza processo breve i cinque punti li votiamo tutti”, riferiscono fonti del gruppo ‘Futuro e LIberta’, “anche se - aggiungono - le riforme si devono approfondire in Parlamento”. E l’ultima mossa di Berlusconi di sondare ancora una volta i finiani moderati va proprio in questa direzione. (AGI) Gil/Cli