IDV: DI PIETRO, DISTANTI DA UDC PER COERENZA E PROGRAMMA
(AGI) - Roma, 8 set. - “Un partito si definisce tale quando raggruppa piu’ cittadini sotto due aspetti determinanti: la coerenza e il programma. Sono l’unica identita’ di un partito politico che senza coerenza e programma, dunque, non ha ragione di esistere, se non per inseguire fini individuali. In queste ore sto assistendo ad una corsa sfrenata alla strumentalizzazione della mia posizione circa la contestazione torinese a Schifani. Pd e Udc, in realta’, sembra stiano solo cercando di trovare una giustificazione da offrire ai propri elettori su una scelta gia’ fatta. Proprio per questo, e per evitare confusione nell’elettorato, voglio ribadire che l’Italia dei Valori non e’ contraria ad un’alleanza con l’Udc per “partito preso”, come i media vogliono far intendere. Siamo distanti dal partito di Casini per divergenze sostanziali nei punti programmatici”. E’ quanto scrive sul suo blog il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.
“Nell’Udc - aggiunge - mancano quei due aspetti determinanti che devono appartenere ad un partito: la coerenza e il programma. Non c’e’ coerenza in un partito che, dopo aver abbandonato Berlusconi, sarebbe tornato di corsa al governo qualche settimana fa se non fosse stato per il rifiuto della Lega. “Vorrei sapere sul secondo aspetto, quello del programma, cosa pensa Casini in particolare di alcuni punti cardine dei nostri valori - si chiede Di Pietro - il primo: se intendono rinunciare al nucleare e a proporre politiche per la tutela dell’ambiente (raccolta differenziata, energie rinnovabili, no agli inceneritori,..). - il secondo: se vogliono l’acqua pubblica, senza farsi influenzare dalle lobby collegate al partito e a Caltagirone. - il terzo: se accettano senza riserve la regola della non candidabilita’ dei condannati (un presupposto che dovrebbe stare alla base di un partito che si ispira a valori cattolici come l’Udc, che invece ha fra i suoi eletti il senatore Toto’ Cuffaro il quarto: se intendono lavorare per una legge elettorale nuova per mandare in soffitta la legge porcellum che proprio l’Udc voto’ contribuendo alla sua approvazione - il quinto: se intendono impegnarsi realmente nella lotta all’evasione fiscale, dopo aver contribuito (con la loro assenza in aula a far approvare lo scudo fiscale. - il sesto: se intendano metter mano una volta per tutte al conflitto d’interessi, un cancro che oggi non affligge solo Berlusconi ma tutta la classe politica del Paese.
“Smarcati questi ed altri punti - conclude - saremmo anche disposti a discutere di alleanze con l’Udc per un Governo, mi chiedo cosa rimarrebbe di quel partito, probabilmente solo lo scudo crociato. E’ questo il motivo per il quale e’ impossibile pensare ad un’alleanza fra l’Italia dei Valori e il partito di Casini, o meglio di Cuffaro. I partiti, come tali, possono decidere qualsiasi alleanza a dispetto dei propri elettori. Ma chi rispetta il ruolo di un partito e della politica non puo’ ignorare i cittadini e le loro aspettative. E per noi i cittadini ed i nostri elettori sono tutto”. (AGI) Red/Mgm