CAMERA: CICCHITTO, FINI NON E’ ‘SUPER PARTES’

(AGI) - Roma, 8 set - “Poniamo - ha spiegato Cicchitto con un discorso lungo e articolato - il problema della contraddizione fra il ruolo di Presidente della Camera e quello di leader politico non perche’ egli e’ stato eletto dalla maggioranza di centro-destra con la quale e’ subentrato un qualche dissenso, ma perche’ e’ venuta meno la distinzione dei ruoli di Presidente della Camera e di leader politico”. “Oggi - ha proseguito il capogruppo Pdl - il Presidente Fini e’ a tal punto in servizio permanente effettivo sul piano politico da organizzare la scissione proprio del gruppo parlamentare del PdL. Questo ruolo politico e’ cosi’ di prima linea che il Presidente Fini ha addirittura affermato che il retroterra politico-partitico del gruppo del PdL che rimane il gruppo di maggioranza relativa, non esiste piu’, e’ morto. Nel passato nessun Presidente della Camera, pur essendo stato o essendo un leader di partito, si e’ spinto a questo punto, quello di organizzare la scissione del suo gruppo parlamentare o di dichiarare appunto che il partito da cui deriva quel gruppo e’ morto e non esiste piu’. La questione che si pone - osserva ancora Cicchitto - non riguarda quindi l’appartenenza politica e partitica dei Presidenti della Camera, la loro partecipazione ai congressi e alle riunioni degli organi dei rispettivi partiti o a manifestazioni pubbliche. Che, pero’, il problema di una chiara distinzione dei ruoli esiste, e’ stato affermato dallo stesso Presidente Fini in occasione delle recenti elezioni regionali alle quali egli non ha sostanzialmente partecipato. Adesso pero’ questa impostazione e’ stata del tutto rovesciata. Il problema della contraddizione dei ruoli nasce invece quando il Presidente della Camera sovrappone impropriamente il proprio ruolo istituzionale con quello di leader politico, quando presiedendo l’assemblea o durante conferenze ed incontri interviene nel merito dei provvedimenti del Governo e della maggioranza; quando manca qualsiasi self-restraint nelle proprie esternazioni politiche e utilizza invece l’ascolto che doverosamente viene attribuito alle esternazioni della terza carica istituzionale per intervenire ripetutamente e pesantemente nella dialettica interna di uno schieramento politico, nel nostro caso della maggioranza di centro-destra. Quando l’On. Fini arriva addirittura a disconoscere l’esistenza del maggior partito rappresentato nella Camera che egli presiede dimostra chiaramente di svolgere - ha puntualizzato Cicchitto - un ruolo di parte, incompatibile con il ruolo di garante che deve caratterizzare la presidenza di un ramo del parlamento. Inoltre l’art.8 del Regolamento afferma “il Presidente rappresenta la Camera”, ma come puo’ rappresentarla se afferma che un gruppo fa parte di un partito che e’ morto? Questa sovrapposizione cosi’ marcata e insistita dei ruoli priva la Presidenza Fini dei requisiti che stanno alla base dell’equilibrio istituzionale fondato su una collocazione super partes del Presidente della Camera. Allora sul piano politico e dei rapporti istituzionali e’ diritto-dovere della maggioranza e del maggior partito presente in parlamento, che perdipiu’ e’ investito da questa azione politica, porre e sottolineare con forza tale grave anomalia istituzionale affinche’ il Presidente della Camera vi rifletta e ne tragga le conseguenze, svolgendo cosi’ in piena liberta’ il suo ruolo di leader politico quotidianamente impegnato nelle battaglie e nelle polemiche politiche. Cio’ diciamo a prescindere appunto dal fatto che l’On. Fini non e’ stato eletto con i voti dell’intera Assemblea.. E’ evidente, dunque, che tutto cio’ apre non solo una polemica politica, ma determina un autentico squilibrio istituzionale che non possiamo non sottolineare perche’ provoca una situazione di crisi assai seria nell’intero sistema”.(AGI) Lam