(AGI/REUTERS) - Kabul, 24 nov. - Dal canto suo l’ex ministro degli Esteri afghano, Abdullah Abdullah, rivale di Karzai nelle ultime presidenziali e principale figura dell’opposizione, ha rivendicato l’ingresso in Parlamento di oltre novanta suoi sostenitori. “Eserciteremo pressioni sul governo dentro e fuori dal Parlamento, allo scopo di promuovere le riforme, i cambiamenti positivi, e per realizzare e rafforzare lo stato di diritto”, ha ammonito Abdullah. Significativamente laconica, invece, la reazione della Presidenza della Repubblica: “Ancora non abbiamo esaminato i risultati”, ha tagliato corto Waheed Omer, portavoce di Karzai, quando gli e’ stato chiesto se questi avrebbe accettato l’esito della consultazione.
Risultano rieletti almeno mezza dozzina di ’signori della guerra’, per lo piu’ alleati del presidente afghano. Quanto alla rappresentanza femminile, e’ stata garantita solo dalla quota riservata imposta per legge: in tutto 65 seggi, a parte i tre vacanti che spetterebbero alla provincia di Ghazni. “Una sola cosa e’ davvero chiara”, ha osservato Nader Nadery, capo della Fondazione Afghana per Elezioni Libere e Corrette, un ente privato di sorveglianza, “ci sono tuttora in Parlamento un sacco di brutte facce, anche se ce ne sono di nuove”. Di segno opposto il comunicato ufficiale delle Nazioni Unite che, pur avendo gia’ riconosciuto l’esistenza di “considerevoli frodi elettorali”, nondimeno hanno definito il voto di settembre “un importante passo avanti” per l’Afghanistan. (AGI) Pdo