Archivio per il Gennaio, 2008

CRISI: FERRERO, APPOGGIAMO MARINI MA VOTARE A GIUGNO

Giovedì, Gennaio 31st, 2008

(AGI) - Roma, 31 gen - “Appoggiamo Marini per un Governo che cambi la legge elettorale e che redistribuisca l’extragettito ai lavoratori dipendenti, cosi’ come prevede la finanziaria. Naturalmente non potra’ essere un Governo che dura un anno e mezzo. Non potra’ fare ne’ la finanziaria ne’ la riforma della contrattazione. Bisognera’ votare entro giugno”. Lo afferma il ministro dimissionario per la Solidarieta’ sociale Paolo Ferrero, conversando con i giornalisti nella sala stampa di palazzo Chigi.
Sull’intenzione del Pd di correre da solo alle elezioni, Ferrero dice: “La sinistra si presentera’ alle elezioni con un suo programma ed un suo candidato leader. La coesistenza non ha funzionato per responsabilita’ del centro, non solo dell’Udeur. E’ giusto che gli italiani decidano”.(AGI)
Mal

CONSIGLIO ABRUZZO: PDL MELILLA (SD) PER NUOVA LEGGE ELETTORALE

Giovedì, Gennaio 31st, 2008

(AGI) _ L’Aquila, 31 gen. - Il presidente della commisisone Statuto del Consiglio regionale, Gianni Melilla ha presentato una proposta di nuova legge elettorale regionale.
“Dopo un’ampia consultazione e varie sedute di approfondimento nella Commissione Statuto del Consiglio regionale scrive Melilla in una nota - ho presentato la proposta di nuova legge regionale per l’elezione del presidente e del Consiglio regionale. La proposta di legge dovra’ ora essere approvata dal Consiglio per entrare in vigore sostituendo l’attuale legge elettorale regionale”.
I punti piu’ importanti della PdL elettorale sono l’abolizione della lista bloccata regionale con la quale vengono attribuiti 8 consiglieri regionali al candidato presidente che vince le elezioni. Questi 8 consiglieri regionali vengono ora “nominati” dal Presidente vincente. “Con la mia proposta invece - spiega Melilla - vengono eletti direttamente dai cittadini, cosi’ come succede per i 32 consiglieri regionali eletti con le preferenze e il metodo proporzionale”. Il pdl prevede, inoltre, che i cittadini dispongono di 2 voti: il primo voto per il presidente ed il secondo per la scelta dei consiglieri regionali candidati nelle liste nelle 4 province. Attualmente si puo’ esprimere una sola preferenza per i consiglieri regionali. “Con la mia proposta - prosegue Melilla - si possono esprimere 2 preferenze, ma la seconda preferenza deve essere data ad un candidato di genere diverso da quello espresso per la prima preferenza. Quindi le 2 preferenze devono andare ad una donna ed un uomo, al fine di rappresentare in maniera equilibrata il genere maschile e quello femminile. Inoltre in ogni lista nessuno dei 2 sessi puo’ essere rappresentato in misura superiore ai 2/3 dei candidati, cio’ sempre al fine di un maggiore equilibrio nella rappresentanza di genere”. I consiglieri regionali rimangono 40: l’Abruzzo e’ l’unica regione italiana a non aver aumentato il numero dei consiglieri regionali. La stabilita’ e’ confermata dalla elezione diretta del presidente e dal premio di maggioranza che si ottiene con l’elezione del 60% dei consiglieri delle liste a lui collegate. La frammentazione e’ contrastata dalla clausola di sbarramento che non ammette all’assegnazione dei seggi le liste il cui gruppo abbia ottenuto, nell’intera Regione, meno del 3% dei voti validi, a meno che non sia collegato ad una coalizione che abbia superato la percentuale del 5%. Sempre stando al progetto di legge, non puo’ essere candidato presidente chi ha gia’ ricoperto tale carica per 2 mandati consecutivi. I seggi vengono attribuiti alle 4 province in base alle rispettive popolazioni. Non e’ ammesso il voto disgiunto per il presidente e una lista di schieramento diverso.
“Mi auguro - commenta Melilla - che su questa proposta ci sia un consenso unanime, essendo evidente che la nuova legge elettorale deve essere scritta da tutte le forze politiche, cosi’ come e’ successo per lo Statuto regionale, approvato all’unanimita’”. (AGI)
Com/Ett

CRISI: “ECONOMIST”, BERLUSCONI RESTA “UNFIT” MA PUO’ PERDERE

Giovedì, Gennaio 31st, 2008

(AGI) - Roma, 31 gen. - Per l’”Economist” Silvio Berlusconi e’ ancora “inadatto” (unfit) per governare l’Italia. A sette anni dalla famosa copertina sul leader di Forza Italia, il settimanale inglese e’ tornato a bocciare la prospettiva di un governo guidato dal Cavaliere in un editoriale dal titolo “Traballante se ne va”. E in un altro articolo sulla crisi di governo, l’Economist non esclude una vittoria del Partito democratico di Walter Veltroni se correra’ da solo e quindi sfruttera’ “l’idiosincrasia” per i piccoli partiti che emerge dai sondaggi: “Le elezioni anticipate restano la migliore scommessa per Berlusconi, ma come in ogni scommessa la vincita non e’ assicurata”.
L’editoriale dell’Economist sottolinea che l’Italia “ha disperatamente bisogno di un governo stabile e di una dolorosa riforma economica, il problema e’ come arrivarci”. A suo avviso nel 2001 Berlusconi “ha sprecato una possibilita’” quando ha usato “il capitale politico per proteggere gli interessi dei suoi media e sottrarsi alle accuse dei magistrati, esitando sulle riforme economiche”.
Poi, sostiene il settimanale inglese, ha lasciato alle sue spalle “la pillola avvelenata” di una legge elettorale che ha favorito l’instabilita’ con la proliferazione di piccoli partiti che lo stesso leader di Forza Italia “ha sempre piu’ difficolta’ a controllare nella sua coalizione”. Ma, legge elettorale a parte, per l’Economist il vero problema resta la mancanza di “riformatori autenticamente liberisti” tra i leader italiani: il governo Prodi ha ridotto l’indebitamento pubblico e migliorato la raccolta fiscale, ma non e’ riuscito a riformare il settore pubblico, ne’ ha risolto i nodi del Mezzogiorno, come dimostra l’emergenza rifiuti.
E nell’analisi del settimanale “non c’e’ alcuna speranza” che Berlusconi, con le sue priorita’ di rivedere le riforme sul fisco e di limitare l’uso delle intercettazioni telefoniche, si riveli una “scommessa migliore di Prodi”. “Per quanto successo abbia avuto negli affari, Berlusconi resta inadatto per l’incarico a cui aspira. Povera Italia”, conclude l’editoriale. (AGI)
Sar

ALITALIA:UILT, SICURO FALLIMENTO SE SI INTERROMPE ITER VENDITA

Giovedì, Gennaio 31st, 2008

(AGI) - Roma, 31 gen. - “Le posizioni espresse dai vertici Alitalia e i dati finanziari emersi dopo il consiglio di amministrazione non possono essere ne’ ignorati, ne’ si prestano ad interpretazioni ‘filosofiche’”: lo ha dichiarato il Segretario Generale della Uiltrasporti Giuseppe Caronia.
“La verita’ e’ che velleitario e clamoroso sarebbe inseguire soluzioni diverse da quella di una forte integrazione industriale con un solido operatore internazionale, quale il Gruppo Air France-KLM, e tentare di interrompere, pena un inevitabile e sicuro fallimento di Alitalia, l’iter di privatizzazione approfittando della crisi di Governo”, aggiunge il sindacalista. “Mi auguro - prosegue - che il Presidente Marini, che ha ricevuto il mandato di affrontare oltre che l’ipotesi di riforma della legge elettorale anche quello di assumere le decisioni piu’ urgenti, consideri la situazione drammatica in cui versa l’Alitalia, la prima delle urgenze, considerato che sono a rischio oltre 20.000 posti di lavoro e la stessa mobilita’ del Paese, e che in una logica anche di continuita’ istituzionale non freni in alcun modo l’iter di privatizzazione e le trattative in esclusiva con Air France-KLM, cosi’ come deciso dall’azionista e dal Governo Prodi e come fortemente auspicato dalla stragrande maggioranza dei lavoratori interessati”, conclude Caronia. (AGI)
Red

CRISI: LATORRE, MAI DETTO ELEZIONI ANTICIPATE PER LOTTA IN PD

Giovedì, Gennaio 31st, 2008

(AGI) - Roma, 31 gen. - ‘Leggo su alcuni quotidiani che avrei detto a un anonimo senatore di Forza Italia parole sul Partito Democratico e sulle elezioni che non ho mai pronunciato e che smentisco categoricamente’. Lo dice il senatore Nicola Latorre, vicepresidente del gruppo del Pd al Senato. ‘Leggo sui giornali che avrei detto a un anonimo esponente di Forza Italia che nel Pd ci sarebbero posizioni diverse sulle elezioni e in particolare che il ricorso immediato alle elezioni anticipate sarebbe concepito come strumento di lotta interna al nostro partito. Smentisco categoricamente quelle parole, dal momento che si tratta di dichiarazioni che non ho mai fatto - sottolinea Latorre - Ritengo tra l’altro molto grave che vengano riportate in virgolettato, attribuendo a me la dichiarazione, parole riferite al giornalista da un esponente di Forza Italia, che peraltro rimane anonimo. La posizione del Partito Democratico, che e’ anche la mia, e’ in verita’ molto chiara. All’Italia in questo momento serve un governo in grado di varare una riforma della pessima legge elettorale attualmente vigente che in caso di elezioni porterebbe solo altra instabilita’. E’ con questo spirito che abbiamo accolto molto positivamente la decisione del Presidente Napolitano di attribuire al Presidente Marini un incarico per verificare la fattibilita’ di questa ipotesi. E’ con questo spirito che il Partito Democratico ha gia’ detto che appoggera’ un governo per riscrivere la legge elettorale’. (AGI)
Els

L.ELETTORALE: CALDEROLI, IL PORCELLUM NON E’ MIO MA DI CIAMPI

Giovedì, Gennaio 31st, 2008

(AGI) - Roma, 31 gen. - “Ho scritto una legge che non e’ stata quella alla fine approvata. La disconosco nel senso che la mia legge era quella su cui intervenne poi la Presidenza della Repubblica spostando il premio da nazionale a regionale al Senato”. Lo dice il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli a “Panorama del Giorno” su Canale5. “Gli uomini di Ciampi -spiega Calderoli- dissero che il Presidente non avrebbe sottoscritto la legge e sarebbe stata rinviata in Parlamento se non avessimo accolto questo. Inoltre ci fu una serie di interventi da parte di tutte le parti politiche sia di maggioranza che di opposizione finalizzati non solo ad abbassare gli sbarramenti ma soprattutto, che e’ poi e’ il problema di questa legge, che tutti i voti vengano conteggiati per decidere chi ha vinto anche quelli dei partiti da 10mila voti con dei seggi che come io avevo proposto avrebbe escluso i micropartiti” Per Roberto Calderoli oggi. “basterebbe fare questa modifica e ritornare al progetto originale per avere una legge elettorale che funziona accontenta l’elettore e che ha la semplicita’ di far eleggere chi si vuole andare a far governare”. (AGI)
Els

CRISI: DAMIANO, MARINI PERSONA GIUSTA PER INCARICO

Giovedì, Gennaio 31st, 2008

(AGI) - Roma, 30 gen. - Franco Marini, “e’ la persona giusta”. Cosi’ il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ha commentato l’incarico affidato dal presidente della Repubblica al presidente del Senato per verificare il consenso sulla riforma della legge elettorale e sulla formazione di un nuovo governo. “Mi pare fosse nelle cose - ha sottolineato Damiano al suo arrivo alla proiezione della prima cinematografica del film-documentario ‘In fabbrica’ di Francesca Comencini - e credo si tratti di un incarico alla persona giusta. Del resto Marini ha sempre dimostrato di avere saggezza ed equilibrio e quindi penso possa svolgere efficacemente questo ruolo che gli ha affidato il presidente della Repubblica di esplorazione, per vedere se si puo’ formare un governo che affronti il tema della legge elettorale”. Damiano ha auspicato che il nuovo governo “sia attento ai temi sociali. Mi auguro - ha osservato - che questi argomenti non vengano messi in secondo piano. L’interruzione della legislatura ha penalizzato il Paese reale sia sul fronte dell’economia che dei redditi”. (AGI)
Gio/Mas/Zer

CRISI: D’ALEMA, APPOGGIARE MARINI E’ NELL’INTERESSE PAESE

Giovedì, Gennaio 31st, 2008

(AGI) - Roma, 30 gen - Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri dimissionario Massimo D’Alema da’ “una valutazione positiva” dell’incarico a Franco Marini. Nell’interesse del Paese - avrebbe detto D’Alema secondo quanto si e’ appreso - e’ importante arrivare ad una riforma della legge elettorale. Bisogna appoggiare questo tentativo con grande senso di responsabilita’.(AGI)
Mal

CRISI: VELTRONI, A MARINI DIREMO VOTO TRA UN ANNO O A GIUGNO

Giovedì, Gennaio 31st, 2008

(AGI) - Roma, 30 gen. - Il Pd andra’ alle consultazioni del presidente Marini per proporre due possibilita’: voto tra un anno o voto a giugno, ma prima di questo la riforma elettorale e l’aumento dei salari. “Noi - spiega Walter Veltroni al Tg1 - diremo: abbiamo indicato due possibilita’. O un governo che arrivi al’aprile del prossimo anno, faccia le riforme costituzionali, riduca il numero dei parlamentari, faccia una sola Camera: sarebbe una scelta molto importante che corrisponderebbe a un disegno del Paese”. “Oppure - prosegue - mettiamo la data a giugno di quest’anno e intanto facciamo tre cose: la riforma elettorale, l’aumento dei salari e il sostegno alla produttivita’ perche’ le risorse che il governo Prodi ha raccolto possono oggi essere utilizzate per questo, e una riduzione dei costi della politica. Tre cose da fare in tre mesi, si va a votare a giugno ma quando si va a votare gli italiani saranno sicuri di avere una legge elettorale che consente loro di scegliere e di avere poi un governo stabile”. (AGI)
Ted

CRISI: VELTRONI, A BERLUSCONI DICO DI USARE LA RAGIONE

Giovedì, Gennaio 31st, 2008

(AGI) - Roma, 30 gen. - “La ragione”. Questo l’argomento che Walter Veltroni vorrebbe usare per convincere Berlusconi a non bloccare il tentativo del presidente Marini. “Si andrebbe a votare adesso, con una legge elettorale contro la quale essi stessi hanno raccolto le firme per abrogarla - elenca Veltroni - con una coalizione che loro farebbero di dieci-dodici partiti, e ricominceremmo daccapo. Un referendum che se non si fa adesso si fa nel primo anno della prossima legislatura. E invece, basta prendere tre mesi, mettere a posto queste due o tre questioni importanti con la buona volonta’ delle forze politiche, c’e’ la data delle elezioni e quindi nessuno puo’ pensare che si voglia menare il can per l’aia, si va a votare e gli italiani hanno un governo stabile”. (AGI)
Ted

REFERENDUM:CONSULTA, OK A QUESITI, LEGGE ELETTORALE E’ CARENTE

Giovedì, Gennaio 31st, 2008

(AGI) - Roma, 30 gen. - Il quesito referendario volto ad abrogare la possibilita’ per uno stesso candidato alla Camera dei Deputati di presentare la propria candidatura in piu’ di una circoscrizione presenta il “necessario carattere di omogeneita’, chiarezza ed univocita’”. E’ quanto afferma la Consulta nel dichiarare l’ammissibilita’ del quesito proposto, ritenendolo idoneo al conseguimento dello scopo voluto dai presentatori. Quesito che richiede, rilevano i giudici costituzionali, l’abrogazione dell’art.85 (che verte sulla disciplina del procedimento per l’indicazione dopo il voto, da parte del deputato plurieletto, della circoscrizione prescelta) e la cancellazione di una espressione nell’art.19 (entrambi gli articoli sono nel testo di un decreto del presidente della repubblica del 1957) riguardante il divieto di inclusione di un candidato in liste con diversi contrassegni “nella stessa” (questa l’espressione di cui si chiede l’abrogazione) o in altra circoscrizione. Con la prima norma abrogata il candidato quindi non potrebbe piu’ presentarsi con il medesimo contrassegno in piu’ circoscrizioni; con la cancellazione della citata espressione si lascerebbe poi intatto il divieto di candidature plurime con contrassegni diversi e si tenderebbe solo ad affermare ulteriormente l’impossibilita’ di candidature in piu’ circoscrizioni con lo steso contrassegno. “Ne conseguirebbe percio’ - concludono i giudici della consulta - l’espansione senza limiti del principio generale per cui la candidatura si manifesta con l’inclusione del nome del candidato in una sola lista di una determinata circoscrizione”. (AGI)
Red

CRISI: GENTILONI, NAPOLITANO HA FATTO LA COSA GIUSTA

Giovedì, Gennaio 31st, 2008

(AGI) - Roma, 30 gen. - “Il presidente della Repubblica ha fatto la cosa giusta, perche’ in una crisi molto complicata, Franco Marini ha l’esperienza istituzionale e lo spirito fattivo giusti per tentare una soluzione difficile”. Cosi’ il ministro delle comunicazioni, Paolo Gentiloni, a margine dell’anteprima del documentario ‘in fabbrica’ di Francesca Comencini, commenta la decisione assunta oggi da Napolitano di affidare un incarico esplorativo al presidente del Senato.
“La chiave indicata chiaramente dal Capo dello Stato - conclude Gentiloni - e’ la legge elettorale”. (AGI)
Ser/Fur

BERLUSCONI: MARINI SARA’ CORRETTO MA SI ARENERA’

Giovedì, Gennaio 31st, 2008

(AGI) - Roma, 30 gen. - “Marini sara’ corretto, sicuramente non cerchera’ un governicchio”. Silvio Berlusconi con i suoi prova ad ostentare tranquillita’: il presidente del Senato ha accettato l’incarico come “un dovere”, capira’ presto che “non ci sono i margini” sulla legge elettorale e gettera’ la spugna.
L’ex premier per contrastare la nascita di un nuovo esecutivo sta giocando due partite. La prima con Dini e Mastella: “non ti preoccupare, non siamo disposti ad avallare questo tentativo”, gli hanno assicurato al telefono entrambi. La seconda con l’Udc: “Marini - ha detto Casini al Cavaliere nel colloquio di oggi - si deve trovare i voti da solo, noi non lo aiuteremo”. “Se voi tenete la posizione ferma - gli ha risposto Berlusconi, dopo avergli confessato la sua angoscia per le condizioni di salute di mamma Rosa -, Marini si arenera’ sui primi scogli. Abbiamo sedici punti di percentuale di vantaggio, prepariamoci ad una campagna elettorale insieme, con toni moderati, tra di noi c’e’ sintonia, tanto la sinistra si appresta a farsi del male da sola, sono su un binario morto…”.
Il leader azzurro, pero’, allo stesso tempo e’ preoccupato. Innanzitutto perche’, come ha spiegato a piu’ di un deputato, “anche se di Casini ho fiducia e sono sicuro che terra’ la barra dritta, lui ha qualche problema nel partito…”. E poi teme l’atteggiamento che il partito centrista potrebbe tenere in futuro, qualora il presidente del Senato riuscisse a trovare i numeri. Berlusconi sa che Marini potrebbe offrire all’ex presidente della Camera il modello tedesco ‘vero’ su un piatto d’argento. A quel punto l’Udc non dira’ di no. Anzi, Casini con i suoi e’ stato chiaro: “Non ci sono i margini, ma se Marini trovasse una maggioranza vera ed arrivasse il tedesco noi non potremmo non votarlo”.
Scenari futuri e al momento poco realizzabili, considerando che le posizioni dei partiti sono per il momento invariate e distanti tra loro. Il problema, pero’, - ed e’ questa la grande paura di Berlusconi - e’ che si vada alla ricerca di “trattative ad personam”, di compravendite che il leader azzurro gia’ definisce “amorali”. Qualcuno gli ha riferito di promesse a Baccini per la poltrona di presidente di palazzo Madama, di offerte a Dini per un ministero e altri ‘boatos’ di corridoio. Tuttavia, ha spiegato il Cavaliere a piu’ di un deputato azzurro, “di Marini mi fido, non credo a queste voci”. An e la Lega sostengono che la missione del presidente del Senato sia destinata a fallire e Gianni Alemanno invita la coalizione alla compattezza: “Marini e’ uomo del dialogo, bisogna stare attenti”.
(AGI)
Gil