(AGI) - Roma, 30 gen. - “Marini sara’ corretto, sicuramente non cerchera’ un governicchio”. Silvio Berlusconi con i suoi prova ad ostentare tranquillita’: il presidente del Senato ha accettato l’incarico come “un dovere”, capira’ presto che “non ci sono i margini” sulla legge elettorale e gettera’ la spugna.
L’ex premier per contrastare la nascita di un nuovo esecutivo sta giocando due partite. La prima con Dini e Mastella: “non ti preoccupare, non siamo disposti ad avallare questo tentativo”, gli hanno assicurato al telefono entrambi. La seconda con l’Udc: “Marini - ha detto Casini al Cavaliere nel colloquio di oggi - si deve trovare i voti da solo, noi non lo aiuteremo”. “Se voi tenete la posizione ferma - gli ha risposto Berlusconi, dopo avergli confessato la sua angoscia per le condizioni di salute di mamma Rosa -, Marini si arenera’ sui primi scogli. Abbiamo sedici punti di percentuale di vantaggio, prepariamoci ad una campagna elettorale insieme, con toni moderati, tra di noi c’e’ sintonia, tanto la sinistra si appresta a farsi del male da sola, sono su un binario morto…”.
Il leader azzurro, pero’, allo stesso tempo e’ preoccupato. Innanzitutto perche’, come ha spiegato a piu’ di un deputato, “anche se di Casini ho fiducia e sono sicuro che terra’ la barra dritta, lui ha qualche problema nel partito…”. E poi teme l’atteggiamento che il partito centrista potrebbe tenere in futuro, qualora il presidente del Senato riuscisse a trovare i numeri. Berlusconi sa che Marini potrebbe offrire all’ex presidente della Camera il modello tedesco ‘vero’ su un piatto d’argento. A quel punto l’Udc non dira’ di no. Anzi, Casini con i suoi e’ stato chiaro: “Non ci sono i margini, ma se Marini trovasse una maggioranza vera ed arrivasse il tedesco noi non potremmo non votarlo”.
Scenari futuri e al momento poco realizzabili, considerando che le posizioni dei partiti sono per il momento invariate e distanti tra loro. Il problema, pero’, - ed e’ questa la grande paura di Berlusconi - e’ che si vada alla ricerca di “trattative ad personam”, di compravendite che il leader azzurro gia’ definisce “amorali”. Qualcuno gli ha riferito di promesse a Baccini per la poltrona di presidente di palazzo Madama, di offerte a Dini per un ministero e altri ‘boatos’ di corridoio. Tuttavia, ha spiegato il Cavaliere a piu’ di un deputato azzurro, “di Marini mi fido, non credo a queste voci”. An e la Lega sostengono che la missione del presidente del Senato sia destinata a fallire e Gianni Alemanno invita la coalizione alla compattezza: “Marini e’ uomo del dialogo, bisogna stare attenti”.
(AGI)
Gil