(AGI) - Cairo, 30 apr. - Cresce la preoccupazione e si intensificano le misure per evitare la diffusione dell’influenza suina nel Medio Oriente, dove finora si registra un unico caso, quello scoperto due giorni fa in Israele.
Nel frattempo, prendono forma in Egitto sporadiche proteste pacifiche da parte di allevatori di suini contro la decisione del governo di ordinare la macellazione di tutti i maiali del Paese - circa 250.000 capi. Nel paese, a grande maggioranza musulmano e in cui la carne di porco e’ consumata dalla minoranza cristiana, la decisione del governo - annunciata ieri dal ministro della Salute, Hatem el-Gabali, e gia’ in fase di attuazione- di dare il via all’abbattimento di tutti i maiali presenti negli allevamenti del Paese, ha causato infatti le proteste di numerosi allevatori. Coloro che obiettano alla decisione del governo - la piu’ drastica finora annunciata nel mondo - rielvano soprattutto che non risulta che il contagio si diffonda a partire dagli allevamenti di suini. Non solo: sono gia’ cominciate le polemiche sulle modalita’ dei risarcimenti da versare ai proprietari dei maiali abbattuti.
Si muove anche l’Arabia saudita dove, entro 48 ore, entreranno in funzione ai valichi di frontiera dspeciali foto-cellule per il rilevamento degli stati febbrili dei viaggiatori, che potranno cosi’ essere rapidamente isolati e curati. Tra i sintomi dell’influenza, c’e’ infatti anche l’insorgere della febbre. La decisione e’ stata annunciata dal portavoce del Ministero della Salute di Riad, Khaled Mirghalani, secondo il quale prima dell’entrata in funzione dei nuovi dispositivi alle frontiere e’ stata ordinata una maggiore accuratezza nel controllo dei passeggeri provenienti dai paesi in cui l’influenza si e’ gia’ diffusa. Le autorita’ sanitarie saudite, inoltre, lanceranno la settimana prossima una campagna nazionale per sollecitare la consapevolezza dei cittadini circa i rischi di infezione.
Per sabato prossimo, e’ prevista poi una riunione a Doha, capitale del Qatar, dei ministri della salute dei sei Paesi aderenti al Consiglio di cooperazione del Golfo (CCG), per discutere eventuali misure da prendere a livello regionale.
In Kuwait e’ in atto sin da ieri un sistema di controlli accurato per i passeggeri provenienti da Paesi in cui la diffusione dell’influenza suina e’, da alcuni giorni, una realta’. In particolare, sono controllati i viaggiatori provenienti da Messico, Stati Uniti e Gran Bretagna, ha rivelato in una conferenza stampa il “numero due” del Ministero della Salute dell’Emirato, Yussef Mendkar, secondo il quale il suo Paese non ha imposto restrizioni ai viaggi verso alcun Paese, ma ha “raccomandato caldamente” i suoi connazionali a non recarsi negli Stati che hanno gia’ restrato casi di influenza suina.
Stretti controlli negli aeroporti sono stati attuati anche negli Emirati Arabi ed a Bahrain, dove le autorita’ hanno sospeso l’importazione di maiali e di carne suina.
Le autorita’ sanitarie del Libano hanno definito “possibile” una prossima individuazione di casi di influenza suina nel Paese ed hanno annunciato la prossima costituzione di un Comitato interministeriale, con lo scopo di combatterla. A Beirut, il Direttore generale del ministero della Salute, Walid Ammar, ha definito “molto serio” il rischio posto dall’epidemia ed ha dato istruzuioni affinche’ siano seguite strettamente le direttive dell’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms). Il Libano attende con ansia, nei prossimi giorni, il rientro - per la partecipazione alle imminenti elezioni politiche - di molte migliaia dei 400.000 libanesi residenti nel Messico, Paese che per primo ha registrato casi di influenza suina e che gia’ lamenta 8 morti ed altri 17 sospetti. (AGI)
Dem