(AGI) - Roma, 29 apr - Silvio Berlusconi dichiara che ai referendum votera’ si’, perche’ favoriscono il partito piu’ forte ed io “non sono un masochista”. Immediata la reazione della Lega. “La dichiarazione di Berlusconi mi preoccupa, non la condividiamo e cercheremo di fargliela correggere - afferma il ministro dell’Interno Roberto Maroni - l’unica possibilita’ di risolvere la situazione e’ che non si raggiunga il quorum, altrimenti dopo e’ facilmente prevedibile che la situazione non sarebbe facilmente governabile attraverso una nuova legge elettorale. Bisognerebbe prendere atto che la volonta’ popolare e’ quella”.
A Maroni controreplica Daniele Capezzone (Pdl): “La posizione della Lega e’ comprensibile, ma la parola spetta ai cittadini”.
Dario Franceschini semina zizzania nella maggioranza: “Berlusconi piu’ che masochista e’ surrealista perche’ vuole abrogare una legge che hanno fatto lui e la sua maggioranza.
Nessun problema per noi, visto che Berlusconi tutti i giorni si sta impegnando ad umiliare la Lega, bocciando le ronde, le norme sui Cie e ora dicendo si’ al referendum”.
Pier Ferdinando Casini accusa il Pd di fare “una opposizione di comodo. Che Berlusconi e Franceschini marcino insieme per il si’ al referendum non mi soprende affatto. Se aspettiamo che sul progetto del Pd cresca l’alternativa a questo Governo, possiamo metterci il cuore in pace. Dopo mesi di incertezze, oggi il Pd si accoda a Berlusconi nel tentativo di instaurare un bipartitismo zoppo in cui il suo ruolo e’ pero’ solo quello di continuare a perdere”.
Per Ferrero (Prc) “il referendum elettorale e’ una versione peggiorativa della legge truffa del 1953 come pure della legge Acerbo del 1924. Regalera’ il Paese a Berlusconi per i prossimi 20 anni”.
Domani il Consiglio dei Ministri fissera’ la data del 21 giugno. Ieri infatti il Parlamento ha approvato in via definitiva la leggina che consente di poter tenere i referendum anche dopo il 15 giugno.(AGI)
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