(AGI) - Roma, 25 giu. - Alleati e ministri di Silvio Berlusconi “stanno gia’ pensando a un futuro politico senza di lui”. Lo afferma il Financial Times in una corrispondenza da Roma di Guy Dinmore, che riporta nel suo articolo le confidenze di “alte fonti governative”. Sono queste, mantenendo l’anonimato, a indicare che il presidente del Consiglio “non si dimettera’ presto”, ma anche a riferire che “ministri chiave stanno cercando di posizionarsi nel caso in cui altre dannose rivelazioni possano spingerlo a lasciare”.
Secondo le fonti di Dinmore, quello a cui si assiste e’ “uno scenario del tutto nuovo. Il terreno e’ in movimento” da quando Veronica Lario annuncio’ di aver chiesto il divorzio e dall’inizio della vicenda legata a Noemi. Il timore piu’ urgente nello staff del presidente del Consiglio, ha riferito al quotidiano un collaboratore del premier, e’ che a Berlusconi arrivi un avviso di garanzia nel bel mezzo del G8 che si terra’ all’Aquila, come avvenne nel 1994, quando il premier si trovo’ indagato per corruzione mentre presiedeva una conferenza dell’Onu sul crimine. Inoltre, scrive Dinmore, diversi temono che le frasi con cui la D’Addario ha affermato di avere gli audio e le foto della sua presunta relazione con Berlusconi “potrebbero essere vere e dannose”, oppure l’inchiesta su Giampaolo Tarantini potrebbe “allargarsi”.
Le “dinamiche” attorno a Berlusconi sono mutate, affermano le fonti di FT, complici la sua “ambizione frustrata” a diventare Capo dello Stato, le ultime elezioni europee che hanno mostrato “l’allontanamento degli elettori”, l’immagine dell’Italia “ridotta al minimo” e le “pressioni di ambienti religiosi cattolici”. Dinmore afferma che “gli alleati lo descrivono isolato e nessuno si azzarda a dargli consigli personali”.
Ft, poi, divide in tre schieramenti il governo italiano: al primo appartengono ministri come Maurizio Sacconi, Claudio Scajola, Franco Frattini, il cui futuro “dipende dalla sopravvivenza” di Berlusconi. Poi viene il campo femminile, con Stefania Prestigiacomo e Mara Carfagna, “fedeli, ma in seria difficolta’ ad esprimersi” in queste circostanze. Infine, vi sono quegli uomini politici che “sono rimasti in silenzio o prendono le distanze”, “vedono un futuro oltre Berlusconi” e “sperano che la successione sia definita”: si tratta, scrive FT, di Gianni Letta, che “opera gia’ come primo ministro, mentre il capo impiega il tempo ad affrontare i propri problemi”; di Giulio Tremonti, titolare di “legami stretti con la Lega Nord”; di Gianfranco Fini, “impegnato a costruirsi una rispettabile immagine di uomo di Stato”. C’e', pero’, un “grave” ostacolo, alle dimissioni del premier: “La sua immunita’ dalle incriminazioni - osservano le fonti - dura finche’ e’ in carica”. (AGI)
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