(AGI) - Roma, 24 lug - “I Ministri - prosegue Pedica nella lettera apaerta al Governo - sanno certamente che, ai sensi dell’art. 143 e 5 del T.U.E.L. (Testo Unico degli Enti Locali), e’ competenza del Consiglio dei Ministri decidere se sciogliere l’amministrazione comunale. Tuttavia tale competenza, che diventa un compito ed un dovere, laddove si riscontrino tali e tanto gravi indizi di infiltrazione mafiosa come a Fondi, non e’ stata utilizzata dal Consiglio dei Ministri, il quale, da quasi un anno, ha lasciato che le mafie di Fondi continuassero ad agire indisturbate. Infatti il Ministro Maroni ha atteso fino al febbraio 2009 prima di trasmettere la richiesta del Prefetto al Consiglio dei Ministri, e questo, da allora, e nonostante Maroni abbia piu’ volte (al Question time al Senato e con intervento in Commissione Parlamentare Antimafia) affermato la sua intenzione di procedere allo scioglimento, non ha preso alcuna iniziativa. Non sono valsi neppure i 17 arresti eccellenti che la Dia di Roma ha effettuato in data 6 luglio scorso, tutti di personaggi che erano inclusi nel rapporto di Frattasi e che noi, dell’Italia dei valori , avevamo avuto il coraggio di elencare pubblicamente in piazza a Fondi, nel silenzio delle istituzioni e fra le minacce dei mafiosi (addirittura un proiettile inviato a me e al Presidente Di Pietro). Fra gli arrestati figurano infatti i boss Venanzio e Carmelo Giovanni Tripodo, l’ex assessore ai Lavori pubblici Riccardo Izzi, il comandante della polizia municipale Dario Leoni, il suo vice Pietro Munno, nonche’ il dirigente del settore bilancio e finanze del comune Tommasina Biondino e quello dei Lavori pubblici Gianfranco Mariorenzi. Questa situazione ci lascia allibiti ed allarmati, ci si chiede dove risieda la legalita’ e la giustizia. Se si conoscono i nomi dei politici collusi con la mafia, perche’ non si agisce per rimuoverli? Perche’ si lascia che un sindaco non soltanto rimanga al suo posto ed utilizzi il potere che deriva dalla sua carica per condurre affari con la criminalita’, ma addirittura gli si permette che lo stesso si candidi anche alle elezioni provinciali, aumentando cosi’ la sua influenza e gli strumenti con i quali puo’ egli ledere il bene pubblico e la legalita’? Ma non conoscete la Costituzione che vieta, all’articolo 18, le associazioni che perseguono fini vietati ai singoli dalla legge penale, e che, quindi, pone il dovere, a noi rappresentanti della Carta Costituzionale, di combattere con ogni mezzo la criminalita’ organizzata? Questo immobilismo nei confronti di una situazione allarmante come Fondi fa sorgere il dubbio che vi siano interessi politici al mantenimento di uno status quo inaccettabile. Questo attendismo potrebbe aprire un precedente pericolosissimo per il quale le associazioni mafiose si sentirebbero indirettamente autorizzate a delinquere ed a fare affari con le istituzioni locali. Dunque, egregi Ministri, questa lettera reca una richiesta specifica: la calendarizzazione, della discussione sullo scioglimento del Comune di Fondi subito, poiche’ ogni altro indugio, che rimandasse ancora la questione di mesi, fino a dopo la pausa estiva, sarebbe un’attesa colpevole. Colpevole nei confronti dei cittadini di Fondi che soffrono dei taglieggi e delle intimidazioni delle cosche, colpevole nei confronti di chi ha lottato per sconfiggere il fenomeno mafioso, anche donando la sua vita per la causa, colpevole nei confronti di tutti coloro che ancora credono alla politica, alle istituzioni, alla legalita’. A una settimana dalla ricorrenza della morte di Borsellino, scegliere di dire no alla mafia, e farlo sciogliendo un comune come Fondi, che ha palesemente piegato la sua missione di perseguimento del bene generale a quella di cura di interessi particolari e criminali, rappresenterebbe l’unico modo vero per onorare la memoria del giudice, e attestare che la lotta alla mafia non si e’ chiusa con la sua tragica fine. L’Italia dei Valori combatte da sempre contro il silenzio maf
Red/Mal