LUKASHENKO APRE ARCHIVI KGB; BERLUSCONI, GENTE CON LUI
Lunedì, Novembre 30th, 2009(AGI) - Minsk, 30 nov. - (Dall’inviato Giovanni Lamberti) - Silvio Berlusconi non se l’aspettava. Ha quasi gli occhi lucidi quando Alexander Lukashenko annuncia il regalo a sorpresa, “un dono dignitoso degno di un nostro grande amico”. Il presidente della Bielorussia ha aperto al Cavaliere gli archivi del
Kgb e in seguito ad “un lavoro impegnativo e certosino” e’ in grado di fornire all’Italia documenti inediti sulle sorti di nostri cittadini morti nei campi di prigionia durante la Seconda guerra mondiale e perseguitati da Stalin nell’Unione sovietica durante gli anni Trenta del secolo scorso. Nel palazzo presidenziale, durante una cerimonia ingessata, in classico stile sovietico, il colpo di scena suscita la commozione del premier. Il presidente del Consiglio - primo leader occidentale da quindici anni a questa parte a mettere
piede a Minsk - si sente in dovere di dire che la seconda guerra mondiale fu “francamente non in linea con i principi che vigono nell’Italia attuale”. Ma soprattutto si spinge ad esaltare la leadership di Lukashenko: “Tanti auguri a
lei, al suo governo e alla sua gente che so che la ama e questo e’ dimostrato da tutti i risultati delle elezioni che sono sotto gli occhi di tutti e che noi conosciamo e apprezziamo”. Parole chiare, significative che vanno al di la’ del
“supporto”, rimarcato piu’ volte dal presidente bielorusso, che l’Italia da’ alla Bielorussia nel suo processo di avvicinamento all’Occidente. Non importa che i rapporti (incrinati gia’ a meta’ degli anni Novanta) tra Minsk e l’Europa siano
sempre stati critici (a Lukashenko nel 2002 fu rifiutato il visto per il Summit Nato dalla Repubblica ceca). Non importa che la passata amministrazione americana abbia definito Lukashenko “l’ultimo dittatore” europeo (le critiche
in particolare arrivarono da Condoleeza Rice). E che le ultime elezioni del 2006 che hanno portato alla riconferma del presidente bielorusso siano state contestate dalla comunita’ internazionale che da tempo protesta con la Bielorussia per il mancato rispetto dei principi democratici ed umanitari. Il
presidente del Consiglio ha ‘investito’ nel progetto di Lukashenko di democratizzazione del suo Paese e non lo nasconde. Del resto proprio nella giornata mondiale contro la pena di morte (ancora in vigore in Bielorussia) arriva la notizia della modifica della legge elettorale da parte del Parlamento che concede maggiori poteri ai partiti. Berlusconi non solo e’ interessato al processo di modernizzazione del Paese che puo’ dare grandi opportunita’ alle imprese italiane, ma vuole ’sdoganare’ Lukashenko. “Questa visita e’ importante
perche’ e’ un gesto evidente di appoggio alla Bielorussia sulla scena internazionale”, sottolinea Lukashenko che era venuto a Roma lo scorso aprile. Il presidente bielorusso innanzitutto ringrazia l’Italia per l’accoglienza data ai bambini di Chernobyl e fa sapere di aver avuto “garanzie dal governo
italiano e dalla Santa sede” sul tema delle adozioni internazionali (Berlusconi ringrazia Minsk perche’ si sta adoperando per il “completamento di questi sogni
d’amore”). Poi fa l’annuncio a sorpresa, condito con l’enfasi necessaria per l’occasione: il Kgb “ha accumulato una lunga serie di documenti archivistici sugli italiani morti sul territorio bielorusso o perseguitati nell’Unione
sovietica”, ma negli archivi ci sono “nuove carte” a disposizione di Roma. “Sono convinto - sottolinea il presidente bielorusso rivolgendosi a Berlusconi - che rimarra’, cosi’ come le famiglie coinvolte, molto colpito nel conoscere
la sorte e i luoghi dove sono morti i vostri cittadini”. Il presidente bielorusso aveva preparato tutto nei minimi dettagli. Nessuno del governo italiano era a conoscenza delle intenzioni del presidente bielorusso. “Dico grazie tre volte per questo omaggio imprevisto, credo di poter porgere -
insiste Berlusconi - a nome delle famiglie italiane un ringraziamento sincero. Approfondiremo tutte le notizie di questi documenti”. Berlusconi sfoglia quelle pagine, e’ commosso. Lukashenko che vuole mettere in evidenza l’importanza della promessa mantenuta da Berlusconi di far visita al proprio Paese, commenta soddisfatto: “Presidente noi riconosciamo il suo gesto e ce lo ricorderemo. L’Italia diventera’ un partner privilegiato, i passi che compiremo entreranno nella storia. Lei non si sentira’ mai in pena per aver mantenuto la promessa”. I due firmano un accordo commerciale: le aziende italiane potranno partecipare in Bielorussia (e viceversa) ad ogni tipo di gara e di contratto e
inoltre sara’ evitata la doppia imposizione in materia di imposta sul patrimonio e sul reddito e per prevenire l’evasione fiscale. Il Cavaliere che aveva iniziato la conferenza stampa rimarcando la necessita’ di un miglioramento dei rapporti commerciali tra i due Paesi puo’ cosi’ omaggiare il
presidente bielorusso, arrivato al potere nel ‘94 (lo stesso anno della discesa in campo del Cavaliere) e “amato dal suo popolo” come dimostrato dai risultati elettorali “che noi - conclude Berlusconi - conosciamo e apprezziamo”. (AGI) gil
