(AGI) - Roma, 31 mar. - Emma Bonino non nasconde “la sua grandissima preoccupazione” perche’, a due giorni dal voto “e’ gia’ sparita dall’agenda politica nazionale la questione dello stato di diritto, della legalita’ e della democrazia”. La candidata del centrosinistra alle elezioni regionali del Lazio, scionfitta da Renata Polverini, apre la lunga conferenza stampa assieme al leader storico radicale Marco Pannella denunciando “la clamorosa e preoccupante scomparsa di questi temi che sono stati violati con rara impudenza e forza in tutta la campagna elettorale, come se queste appena passate fossero state elezioni normali e nel rispetto della legge, ma a tutti e’ evidente che non e’ stato cosi’. Non solo - sottolinea - per la vicenda dell’esclusione della lista Pdl in provincia di Roma, ma perche’ in questi ultimi mesi l’intero processo pre elettorale ed elettorale e’ stato totalmente illegale”.
Bonino si augura di “riuscire a trasmettere l’urgenza e la gravita’” di quanto e’ accaduto e sta accadendo: “L’intera legge elettorale e’ stata violata dai comuni, gli autenticatori e il servizio Rai, costringendo le liste, non solo Bonino-Pannella, a non essere presenti in regioni importanti come la Lombardia, il Veneto e la Liguria. I nostri elettori sono stati preclusi - accusa Bonino - dall’esercitare il loro diritto di voto e nessuno si e’ emozionato per questo”.
La leader radicale ricorda che alle scorse Europee lei personalmente aveva ottenuto 150mila preferenze, “piu’ di quelle date a Bossi”. Insomma, le liste Bonino-Pannella “sono state escluse non perche’ consegnate in ritardo, ma perche’ la legge non e’ stata rispettata e nessuno ha fatto richiami per farla ottemperare. Io non intendo dimenticare questa cosa. La preoccupazione piu’ forte che sentiamo e’ che l’illegalita’ non riguarda solo il processo elettorale ma qualsiasi processo democratico nel Paese, a cominciare dall’utilizzo illegale del servizio pubblico”.
Bonino cita infatti alcuni dati relativi alle presenze politiche in Tv durante la campagna elettorale: dal 1 al 26 marzo, ad esempio, “il centrodestra e’ stato al Tg1 con il 62% di presenze, 58% al Tg2, 52% al Tg3, fino ad arrivare all’80% nel Tg4 e al 68% nel Tg5″. A questo si aggiunge “lo sprint, o come altri lo definiscono, il colpaccio di Berlusconi dal 21 al 26 marzo”. (AGI) Red/Chi/Pro (Segue)