(AGI) - Bologna, 31 mar. -Rispetto alle ultime elezioni, le Europee del 2009, in queste Regionali sono rimasti a casa ben 3,7 milioni di elettori. E’ uno dei dati emergenti dal raffronto tra le Regionali, le Europee del 2009 e le Politiche del 2008 fatto dall’Istituto Cattaneo di Bologna.
Si tratta, spiega l’Istituto Cattaneo, di un approfondimento rispetto a una precedente analisi degli esiti delle regionali del 2005 e del 2010, reso opportuno dal fatto che e’ solo dal 2008 che esistono le due maggiori formazioni attuali: Popolo della liberta’ e Partito democratico. Le analisi riguardano solo le 13 regioni in cui si e’ votato il 28 e il 29 marzo 2010. Il Cattaneo segnala dunque i seguenti dati:
- Un forte calo nella partecipazione elettorale: se nel 2008 hanno votato 30,2 milioni di italiani, nel 2009 i votanti sono stati 26,1 milioni e nel 2010 appena 22,5 milioni. Rispetto
alle elezioni europee che si sono tenute solo nove mesi fa, sono dunque rimasti a casa quasi 3,7 milioni di elettori. Inutile dire che si tratta di una cifra enorme. Rispetto al 2008, quando si e’ svolto il voto per il Parlamento, che tradizionalmente mobilita un maggior numero di elettori, nel 2010 si e’ registrata una contrazione del 25,8%. La contrazione e’ stata del 14,1% rispetto alle europee del 2009. Questi due valori diventano parametri di riferimento per valutare l’andamento dei consensi ai singoli partiti nel 2010.
- La Lega Nord ha perso 117 mila voti rispetto al 2008 (-4,1%) e 195 mila voti rispetto al 2009 (-6,6%). Anche se la variazione e’ negativa, essa e’ molto contenuta rispetto all’andamento della partecipazione e quindi equivale a una crescita dei consensi. In alcune regioni - Emilia-Romagna e Toscana - la Lega ha raccolto progressivamente maggiori consensi nel corso delle ultime due elezioni (europee e regionali). In Piemonte, nonostante il successo del candidato leghista per la presidenza, la Lega ha preso meno voti sia rispetto al 2008 (-7,5%) che al 2009 (-15,8%).
- Il Popolo della liberta’ ha perso oltre 4 milioni di voti rispetto al 2008 (-40,3%) e oltre 2,4 milioni di voti rispetto al 2009 (-28,9%), e cio’ escludendo dal calcolo i voti conseguiti in provincia di Roma nelle politiche e nelle europee (questo accorgimento rende comparabili i risultati del 2010, quando la lista Pdl non era presente in provincia di Roma, con quelli degli anni precedenti). Si tratta, in entrambi i casi, di un calo apprezzabilmente maggiore di quello imputabile all’astensionismo e dunque ascrivibile a un minore richiamo del partito. Inoltre, il declino si osserva in tutte le regioni prese in esame.
- Nel complesso, il Popolo della liberta’ e la Lega Nord hanno perso quasi 4,2 milioni di voti rispetto al 2008 (-32,3%) e oltre 2,6 milioni di voti rispetto al 2009 (-23,1%) nelle tredici regioni in cui si e’ votato. Entrambe le variazioni sono piu’ accentuate di quelle attribuibili all’andamento della partecipazione elettorale. -
L’avanzamento del centro-destra e’ stato accompagnato da un notevole riequilibrio nei rapporti di forza all’interno del centro-destra: nel 2008 la Lega Nord dava conto del 21,8% del complesso dei consensi del centro-destra (nella sua accezione piu’ ristretta: Pdl + Lega), nel 2009 tale incidenza e’ salita al 25,9% per raggiungere il 31,4% nel 2010. In altre parole, la Lega ha accresciuto di molto il suo peso entro la coalizione. (AGI) Mir (Segue)