Archivio per il Luglio, 2010

REGIONALI: RADICALI,GIUDICI ARGOMENTANO CON CURA ILLEGITTIMITA’

Giovedì, Luglio 29th, 2010

(AGI) - Torino, 29 lug - “I giudici del Tar hanno argomentato con cura l’illegittimita’ delle Liste di Scanderebech e dei Consumatori. Il riconteggio e’ ’solo’ un’operazione ulteriore”. Cosi’ i radicali Silvio Viale (presidente Associazione Radicale Adelaide Aglietta) e Giulio Manfredi (Comitato nazionale Radicali Italiani) a proposito del deposito delle motivazioni del Tar del Piemonte, oggi, sui ricorsi relativi alle ultime elezioni regionali di marzo.

“Dopo esserci letti le 113 pagine della sentenza - affermano Viale e Manfredi -dobbiamo dare atto al collegio giudicante di aver documentato in modo esaustivo, con dovizia di esempi, rimandi, citazioni giurisprudenziali, che alle scorse elezioni regionali sono state presentate in modo illegittimo due liste: la lista ‘Al Centro con Scanderebech’ e la lista ‘Consumatori’. I giudici del T.A.R. chiamano espressamente e pesantemente in causa gli otto Uffici elettorali circoscrizionali del Piemonte, elencando, uno per uno, i mancati e/o insufficienti controlli”.

“I giudici del TAR - aggiungo gli esponenti Radicali - citano le istruzioni del Ministero degli Interni tanto care al presidente Cota, chiarendo che il loro intento e’ quello di verificare quanti elettori delle due liste illegittime hanno espresso anche la preferenza per uno dei quattro candidati alla presidenza della Regione; e cio’ al fine di tutelare quella parte del voto del cittadino rivolto all’elezione del presidente. Da qui la decisione di far effettuare il riconteggio delle schede”.

“Tale riconteggio - concludono Viale e Manfredi - non dovrebbe comportare tempi lunghi se il personale dei seggi elettorali ha scrupolosamente adempiuto alle istruzioni del Ministero degli Interni”.(AGI) Chc

LA NOTIZIA: P3, GIUDICE MARTONE LASCIA LA TOGA (ORE 14)

Giovedì, Luglio 29th, 2010

(AGI) - Roma, 29 lug. - Il plenum del Csm ha dato il suo via

libera al collocamento a riposo per anzianita’ dell’ex avvocato

generale della Cassazione Antonio Martone, fino ad oggi

magistrato fuori ruolo perche’ componente della Commissione per

la valutazione, la trasparenza e l’integrita’ delle

amministrazioni pubbliche. A voler lasciare la magistratura e’

stato lo stesso Martone, che aveva annunciato questa sua

decisione nelle scorse settimane, dopo che, il suo nome era

emerso negli atti dell’inchiesta romana sugli appalti

sull’eolico e la loggia P3.A Martone non e’ stato conferito il titolo onorifico di procuratore generale aggiunto della Corte di Cassazione, parificato come prevede la legge, “a ogni effetto giuridico ed economico a quello di presidente aggiunto della Suprema Corte. Nella delibera proposta in plenum dalla quarta Commissione di Palazzo dei Marescialli era previsto il conferimento del titolo, ma dato il contesto nel quale Martone ha maturato la sua decisione di lasciare la toga, e’ stato presentato un emendamento, fatto proprio dalla relatrice della pratica, il togato di Md Elisabetta Cesqui, per eliminare il conferimento del titolo onorifico. Sul fronte dell’inchiesta il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, sara’ interrogato domani dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal pm Rodolfo Sabelli che lo hanno iscritto nel registro degli indagati per violazione della legge Anselmi sulle societa’ segrete. Mentre Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, sara’ sentito lunedi 2 agosto dai magistrati della procura di Roma. Formigoni e’ stato convocato dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal pm Rodolfo Sabelli come persona informata sui fatti in relazione alle pressioni che il gruppo che faceva capo a Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi avrebbe esercitato quando la lista riconducibile allo stesso Governatore, in occasione delle elezioni regionali, fu esclusa dalla commissione elettorale della corte di appello di Milano. (AGI) red

REGIONALI:TAR PIEMONTE, DOPO RICORSI MODALITA’ DEL RICONTEGGIO

Giovedì, Luglio 29th, 2010

(AGI) - Torino,29 lug. - La lista “Al centro con Scanderebech” avrebbe potuto usufruire dell’esenzione dall’obbligo di raccolta firme a sostegno della sottoscrizione solo se il nuovo gruppo avesse appoggiato Mercedes Bresso, cosi’ come ha fatto il gruppo da cui e’ fuoriuscito Deodato Scanderebech, cioe’ l’Udc. Scanderebech, che dell’Udc era capogruppo, aveva lasciato il partito proprio in contrapposizione alla scelta che questo aveva fatto di sostenere Bresso. “Il beneficio dell’esenzione dell’onere di raccolta delle sottoscrizioni di sostegno ad una nuova lista - scrivono i giudici del Tar nella sentenza sui ricorsi - rinviene la sua ragion d’essere nel consenso che gli elettori hanno gia’ espresso in occasione delle precedenti consultazioni per la formazione politica”. “La norma - motivano i giudici in un altro punto in cui analizzano la ‘ratio’ della legge elettorale - presuppone che tra il gruppo consiliare e la formazione politica di riferimento sussista omogeneita’ di scelte politiche e concordia”.

Per quanto riguarda invece la lista “Consumatori”, igiudici hanno stabilito che anche questa non era esentata dall’obbligo di raccogliere le sottoscrizioni dal momento che “la lista presenta differenze sostanziali di denominazione, simbolo o contrassegno di lista” rispetto alla lista che si era presentata nella precedente consultazione elettorale regionale. La norma “richiede perfetta coincidenza - si legge nella sentenza - tra il contrassegno di lista che sia stato presentato e abbia ottenuto un seggio in passato e quello presentato alle nuove successive elezioni”.(AGI) Cli/To/Bru

AGCOM: RADICALI, MARTUSCIELLO HA PROFILO SIMILE A INNOCENZI

Giovedì, Luglio 29th, 2010

(AGI) - Roma, 29 lug - “Con l’elezione di Antonio Martusciello all’Agcom, il Senato della Repubblica ha ancora una volta scelto la strada di spogliarsi delle sue prerogative ratificando una nomina imposta dall’alto. Dopo il decreto energia della settimana scorsa, che ha visto il Senato piegarsi al governo in una materia che le compete costituzionalmente, quella della verifica dei titoli di ammissione dei parlamentari riferita anche alle condizioni di loro permanenza nella carica (caso Veronesi, ndr), oggi si e’ compiuto un passo ulteriore in questo processo di auto-estromissione dando un colpo alla credibilita’ del Parlamento quale fonte di nomina. Non da oggi chiediamo che i due rami del Parlamento non siano usati “in qualita’ di seggi elettorali” e che le nomine dei componenti della autorita’ di garanzia e degli organismi di controllo siano effettuate con criteri di trasparenza, anche nel caso le leggi istitutive non lo prevedano, a cominciare da audizioni pubbliche preliminari nelle commissioni parlamentari competenti al fine di verificare i presupposti di indipendenza dei candidati, come richiesto dalle direttive europee, della loro elevata professionalita’ e competenza specifica, nonche’ dell’assenza di conflitti d’interessi reali o potenziali. Registriamo invece che anche questa volta l’elezione si e’ svolta in maniera opaca, senza alcuna verifica dei presupposti richiamati ma semplicemente in base ad un accordo sottobanco tra gruppi parlamentari basata sulla filosofia spartitoria del “io non guardo nel tuo orticello a patto che tu non guardi nel mio”. Il risultato e’ che l’Italia e’ l’unico Paese al mondo - a qualsiasi latitudine - che annovera ex parlamentari ed esponenti di partito nelle Autorita’ di controllo e di garanzia costituzionale, e in questo caso - quello dell’Agcom - addirittura un ex dirigente di una concessionaria di pubblicita’, un profilo peraltro molto simile all’ex commissario costretto alle dimissioni (Giancarlo Innocenzi) a cui Martusciello subentra: una coazione a ripetere e un’inopportunita’ politica lampante perfino per chi si ostina a vedere questi organismi non come “cani da guardia” del buon funzionamento del libero mercato, soprattutto nell’interesse dei cittadini-consumatori, ma come ulteriori luoghi istituzionali dove riciclare tromboni o trombati in un’ottica di espansione del sistema partitocratico”. Lo affermano i senatori radicali Donatella Poretti e Marco Perduca.(AGI) Mal

P3: FORMIGONI CONVOCATO LUNEDI’ IN PROCURA ROMA

Mercoledì, Luglio 28th, 2010

(AGI) - Roma, 28 lug. - Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, sara’ sentito lunedi 2 agosto dai magistrati della procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta P3. Formigoni e’ stato convocato dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal pm Rodolfo Sabelli come persona informata sui fatti in relazione alle pressioni che il gruppo che faceva capo a Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi avrebbe esercitato quando la lista riconducibile allo stesso Governatore, in occasione delle elezioni regionali, fu esclusa dalla commissione elettorale della corte di appello di Milano. In procura si esclude che saranno sentiti nelle prossime settimane anche i giudici della Consulta e componenti del Csm, alcuni dei quali sarebbero stati avvicinati dal ‘comitato d’affari’. (AGI) Cop

GOVERNO: PENATI (PD), TRAMONTO BERLUSCONISMO APRE NUOVA FASE

Mercoledì, Luglio 28th, 2010

(AGI) - Roma, 28 lug. - “A Tonini dico che la nostra prospettiva e il nostro dovere e’ costruire l’alternativa alle destre e garantire stabilita’ al paese, l’obiettivo e’ cacciare Berlusconi e sgombrare il campo da un governo che perde pezzi e da una maggioranza che ogni giorno e’ attraversata da ombre di malcostume e malaffare. Se noi riuscissimo a porre fine a tutto questo ne beneficerebbe il paese a avremmo ottenuto un grande risultato politico”. Lo dice Filippo Penati, capo della segreteria politica di Pier Luigi Bersani. “Il tramonto del berlusconismo - conclude - apre con tutta evidenza una nuova fase politica. C’e’ bisogno di nuove regole perche’ da questo cambio di fase si realizzi compiutamente un nuovo scenario. Bisogna cambiare questa legge elettorale che non consente ai cittadini di scegliere i propri deputati e questo il Partito democratico l’ha sempre detto”. (AGI) Com

PD: TONINI A BERSANI, QUANDO SI E’ DECISO GOVERNO TRANSIZIONE?

Mercoledì, Luglio 28th, 2010

(AGI) - Roma, 28 lug. - Giorgio Tonini ha criticato le ultime dichiarazioni di Pier Luigi Bersani. “Nel corso del dibattito sulla fiducia alla Camera, Bersani ha dichiarato che il Partito democratico e’ pronto a un governo di transizione con il centrodestra per cambiare la legge elettorale. C’e’ da chiedersi in quale sede di partito o parlamentare si e’ discussa e decisa una posizione cosi’ impegnativa, al punto da mettere in gioco la strategia e l’identita’ stessa del Partito democratico”, ha chiesto il senatore in una nota. (AGI) Sab

BERSANI: MAGGIORANZA SIA RESPONSABILE, PRONTI A TRANSIZIONE

Mercoledì, Luglio 28th, 2010

(AGI) - Roma, 28 lug. - Come priorita’ della fase di transizione Bersani ha indicato il varo di una nuova legge elettorale. La fase, ha spiegato, deve permettere “di creare, in primo luogo, una corretta democrazia parlamentare a partire dalla riforma elettorale” e di “riflettere sulle forme del sistema politico”.

“Credo che qualcosa stia succedendo sul piano politico che richiede una risposta politica”, ha sottolineato il leader del Pd, serve “che il parlamento discuta sulla domanda ‘A che punto siamo?’ e che ognuno dica la sua”.

L’Italia, ha spiegato, “ha problemi stringenti, vuole riforme e vede che passiamo mesi sul tema intercettazioni che si poteva risolvere in 15 minuti se c’erano buone intenzioni. E vede che non si parla mai di lavoro”. Dunque, ha detto rivolto al centrosinistra, “abbiamo il compito noi opposizioni di predisporre un progetto per questo Paese e di lanciare un messaggio diverso. Possiamo uscirne con uno sforzo comune, rimboccandoci le mani. Chi ha di piu’ da’ di piu’. E poi bisogna parlare di lavoro, di diritti civili, di qui cinquantamila bambini figli di immigrati che non sono ne’ immigrati ne’ italiani. Vogliamo dirgli chi sono?”. (AGI) Sab

GOVERNO: STRACQUADANIO (PDL), FINI PUNTA A PALAZZO CHIGI

Mercoledì, Luglio 28th, 2010

(AGI) - Roma, 28 lug. - Il Predellino, quotidiano online del Pdl, pubblica un editoriale a firma del deputato Giorgio Stracquadanio in cui l’esponente politico anticipa quali saranno a suo dire le prossime mosse del presidente della Camera: “Le prossime tappe del piano sono gia’ segnate: durante l’estate, che si approvi o meno questa legge sulle intercettazioni, si rovesceranno sui quotidiani centinaia di pagine di atti giudiziari. In questi giorni, infatti, nessuno ha pubblicato nulla nel timore che si possa spingere il Parlamento a un rafforzamento delle norme all’acqua di rosa volute da Fini. In autunno e’ probabile che la Corte costituzionale dichiari l’illegittimita’ delle legge sul legittimo impedimento e che il premier resti a quel punto senza scudo, dopo che tutto il suo ‘inner circle’ sara’ stato crocefisso. Sara’ allora che Napolitano chiedera’ a Silvio Berlusconi di fare un passo indietro. E sara’ allora - scrive Stracquadanio - che Fini rivendichera’ il suo ruolo di co-fondatore e quindi di co-vincitore delle elezioni del 2008. E in nome della continuita’ politica con il voto popolare e del suo ruolo istituzionale, otterra’ il mandato a formare il governo. Ma, contrariamente a quanto tutti pensano, Fini non cerchera’ una maggioranza ‘istituzionale’ volta a cambiare la legge elettorale e a portare il Paese alle urne in primavera. No, egli cerchera’ di piegare un Berlusconi ormai alle corde promettendogli un salvacondotto giudiziario personale in cambio dell’impegno a dare la fiducia al governo Fini sia dai parlamentari del Pdl che dalla Lega Nord. E per ottenere il risultato cerchera’ anche di formare un esecutivo politico con qualche ‘tecnico’ che piace molto agli ambienti che oggi lo sostengono nell’opera di deberlusconizzazione. Lascera’ al suo posto Giulio Tremonti, almeno all’inizio, e cerchera’ di arrivare a fine legislatura portando a casa qualche risultato di immagine, per poi ricandidarsi come leader della ‘destra moderna, aperta e laica’. Fini si e’ talmente innamorato di questo schema - mal copiato da quello con cui Sarkozy ha vinto in Francia su Chirac - che anche se non si e’ sposato con Carla Bruni, si sente gia’ lanciato nell’orbita europea”.(AGI) Nic

P3: MARTONE, MAI INTERVENUTO PER LISTA PDL NEL LAZIO

Mercoledì, Luglio 28th, 2010

(AGI) - Roma, 28 lug. - “L’ampio risalto dato dai mezzi di informazione alla conversazione telefonica tra l’onorevole Abrignani e il Lombardi sull’esclusione della lista del PDL in occasione delle elezioni regionali nel Lazio, mi costringe ad uscire dal riserbo che in questi giorni mi sono imposto per rispetto dell’operato dei magistrati. Dichiaro al riguardo che l’on Abrignani non mi ha contattato e che io non ho mai operato alcun intervento in relazione al ricorso avverso l’esclusione della detta lista”. Lo afferma in una nota l’ex magistrato Antonio Martone.(AGI) Nic

PIEMONTE: BERLUSCONI, NON RIBALTARE VOTO PER VIA GIUDIZIARIA

Martedì, Luglio 27th, 2010

(AGI) - Roma, 27 lug. - “Mi riferisco alla vicenda dei riconteggi in relazione alle elezioni regionali del Piemonte. La legge e’ incontrovertibilmente chiara: chi vota una lista con una croce sola da’ due voti, uno alla lista ed uno al candidato presidente. A meno che non scelga di dare esplicitamente un voto disgiunto”. E’ Silvio Berlusconi ad affermarlo in una nota.

“Io stesso avrei votato cosi’, alle elezioni regionali, segnando una sola croce sul simbolo del Popolo della Liberta’. Mi auguro quindi - dice il presidente del Consiglio - per il rispetto dovuto alla sovranita’ popolare, che non si voglia ribaltare per via giudiziaria la scelta dei cittadini piemontesi. A tutto cio’ - conclude - si aggiunge l’apprezzamento che merita il lavoro del Presidente Cota e della sua maggioranza”. (AGI)

Com/Bal

REGIONALI: LEGALE COTA, PARTITA ANCORA TUTTA DA GIOCARE

Martedì, Luglio 27th, 2010

(AGI) - Torino, 27 lug - “La partita e’ ancora tutta da giocare”. Cosi’ il legale di Roberto Cota, l’avvocato Luca Procacci commenta la sentenza del Consiglio di Stato, che ha rigettato l’istanza di sospensiva della decisione con cui il Tar del Piemonte ha ordinato il riconteggio di circa 15mila schede relative alle ultime elezioni regionali. Il Consiglio di Stato ha rilevato, spiega Procacci, che al momento non c’e’ alcun pericolo per la governabilita’ del Piemonte. “E’ stata riconosciuta la legittimita’ del presidente a governare. Non e’ in pericolo la presidenza”.

Inoltre, aggiunge il legale di Cota, e’ stata riconosciuta la necessita’ della presenza delle parti in sede di conteggio dei voti.(AGI) Cli/chc

REGIONALI: RADICALI, PER COTA SECONDA SCONFITTA IN 10 GIORNI

Martedì, Luglio 27th, 2010

(AGI) - Torino, 27 lug - “Cota dovrebbe cambiare avvocato. Luca Procacci ha voluto forzare chiedendo subito una sospensiva al Consiglio di Stato e il PDL e’ ancora una volta andato a rimorchio della Lega. Cosi’ facendo, il governatore incassa la seconda sconfitta nel giro di 10 giorni”. Cosi’ i Radicali Silvio Viale e Giulio manfredi commentano la sentenza del Consiglio di Stato.

“Cota - aggiungono - prenda atto che la strada giuridica portera’ all’inevitabile annullamento delle elezioni regionali (rimandiamo ancora una volta alla sentenza n. 3212/01 sul caso Molise) e ponga fine a una situazione di stallo che non giova a nessuno, tantomeno ai cittadini piemontesi, tantomeno in questo contesto socio-economico. Si dimetta e si torni a votare il prima possibile”.(AGI)

Chc